testi di Salvatore Giannella

Nel suo computer ricco di idee e di grafici, Sebastiano Venturi, medico per vocazione e caro amico personale, accompagnato ieri lunedì 19 ottobre nel cimitero della sua Pennabilli (Rimini) dove era molto stimato per l’umanità e la sapienza, monitorava i tumori del pancreas e della tiroide dei quali aveva profetizzato un costante aumento in Italia e nel mondo (nel nostro Paese vengono registrati 13.500 – 12.000 casi all’anno del primo, 12.000 del secondo, per lo più a danno delle donne). Lui aveva dedicato gran parte della sua vita (79 anni) allo studio dello iodio, della tiroide e degli effetti a lungo termine dei radionuclidi artificiali, formulando un’ipotesi che collega questi tumori alla ricaduta radioattiva (fallout) dei test atomici (avvenuti principalmente tra gli anni ’50 e ’60) e dei successivi incidenti alle centrali nucleari (come Chernobyl nel 1986 e Fukushima nel 2011).
La sua teoria, universalmente accettata dalla comunità medica (più info sulla rivista Biosfera), si basa sull’azione differenziata di due specifici elementi radioattivi: lo Iodio-131 e il Cesio-137.
A me che andai a trovarlo a Pennabilli per conto del settimanale OGGI (l’articolo apparve sul numero del 7 aprile 2022, a corredo di un servizio sul famoso cantante Fedez, felicemente operato al San Raffaele) raccontò così la sua teoria.

Perché quei tumori crescono.

“Cs-137: il tumore del pancreas avanza grazie a un alleato, il Cesio radioattivo, che ricade nell’ambiente dopo essere stato rilasciato da test atomici o per la fuga da incidenti in centrali nucleari come Chernobyl”. È l’ipotesi che avanza il dottor Sebastiano Venturi (foto in apertura), specialista di igiene di Ausl Romagna, che da 40 anni studia la funzione protettiva dello iodio dalle radiazioni, le correlazioni tra iodio e cancro a stomaco e seno e che da qualche tempo si è dedicato allo studio dei tumori pancreatici (e anche della tiroide, che ha colpito nomi famosi, tutti guariti, come la presentatrice Licia Colò e l’ex presidente della Regione Lazio Renata Polverini o l’attore Luigi Miele, che fa il poliziotto Damiano nella popolare fiction della Rai Un posto al sole).

Dottor Venturi, perché si interessa in particolare del tumore al pancreas?

“Quel tumore nella mia Valmarecchia (dove ho lavorato, oltre che negli ospedali rivieraschi di Cattolica, Pesaro e Rimini anche come medico di famiglia nelle frazioni di Molino di Bascio, Miratoio e Cà Raffaello dei comuni di Pennabilli, Badia Tedalda e Sestino) sta diventando la prima causa di morte per cancro. Ha colpito anche mio padre Florido e mio fratello gemello Silvestro”.

Sta colpendo anche famiglie e amici a me cari…

“Era un tumore raro, è in aumento progressivo nel mondo. In Italia, sono 14.300 le nuove diagnosi annue, con 12.900 decessi (tra questi ultimi, i più famosi: i calciatori Gianluca Vialli, Giacinto Facchetti e Omar Sivori; le attrici Mariangela Melato ed Eleonora Giorgi, il tenore Luciano Pavarotti). Negli ultimi 10 anni, 23 per cento in più di casi. I fattori di rischio (fumo, obesità, diabete, inattività fisica, fattori genetici) non ne spiegano l’enorme aumento: in fondo sono le stesse voci alla base di altri tumori, che invece diminuiscono. Ho proposto l’ipotesi della relazione tra Cs-137 e cancro al pancreas dopo aver collegato dati epidemiologici, geografici e temporali, e aver trovato legami tra la sua crescita e le mappe delle aree per i test di bombe nucleari e delle fughe radioattive. Dopo le atomiche su Hiroshima e Nagasaki, dopo i test nucleari in Polinesia, nei deserti del Nevada e del Sahara, nell’ex Urss, dopo Chernobyl, l’aumento di tumori pancreatici in quelle aree, a causa delle radiazioni, è stata paurosa. Ma anche oltre quelle zone, perché il Cs-137 si diffonde nell’atmosfera e ricade su terreni lontani. Quelle tracce velenose dovute al fallout nucleare per anni non sono state cercate”.

Come opererebbe il Cs-137?

“Ha un’emivita di 30 anni (il lasso di tempo in cui decade la metà della massa iniziale dell’elemento, ndr), persiste nell’ambiente per oltre 300 anni. Penetra nella catena alimentare, per esempio attraverso il latte o la carne di animali che hanno brucato erba contaminata . Organo bersaglio: la tiroide, “ghiotta” che non distingue iodio sano da quello radioattivo. È stato trovato in funghi e cinghiali dell’arco alpino e appenninico a nord di Roma. Studi sui topi hanno dimostrato che il Cs-137 è concentrato nel pancreas, nelle cellule esocrine o nelle vicine cellule endocrine. Quel veleno silente entra in noi col cibo inquinato. Quando non viene espulso via intestino o reni, Cs-137 s’insedia nelle cellule dell’apparato digerente e può anche essere fatale”. [s.g]

BUONO A SAPERSI

Tumore al pancreas, l’Ema raccomanda
il farmaco che raddoppia la sopravvivenza

Passa da 6,7 mesi a 12,4 mesi. Iter accelerato
per il daraxonrasib, dossier alla Commissione

Il Comitato per i medicinali per uso umano dell’Agenzia europea per i medicinali ha raccomandato una settimana fa (notizia riportata dall’Agenzia ANSA il 17 ottobre 2026) l’autorizzazione all’immissione in commercio di daraxonrasib, un farmaco destinato agli adulti con tumore del pancreas metastatico già sottoposti ad almeno una precedente terapia.
La valutazione ha avuto un iter rapido per favorire l’accesso più veloce ai pazienti di un trattamento ritenuto promettente: raddoppia infatti la sopravvivenza di vita da 6,7 mesi a 12,4 mesi.

Nei pazienti con adenocarcinoma pancreatico metastatico che peggiora dopo un precedente trattamento, la chemio standard è poco efficace e molto tossica. Per questo, il nuovo farmaco era stato individuato come medicinale prioritario ottenendo una valutazione per fasi: l’esame è potuto iniziare diversi mesi prima della prevista presentazione della domanda completa, riducendo i tempi di valutazione a meno di 150 giorni, rispetto ai 210 giorni previsti, pur mantenendo qualità, sicurezza ed efficacia.
Il principio attivo è un inibitore di Ras, proteine coinvolte nella crescita e nella sopravvivenza delle cellule. Daraxonrasib agisce legandosi a una proteina chiamata ciclofilina A e formando un complesso che si lega alle proteine Ras, bloccandone l’attività. Questo meccanismo favorisce la morte delle cellule tumorali e rallenta la crescita del tumore.
Il farmaco è stato studiato in una sperimentazione internazionale che ha coinvolto 500 pazienti, di cui il 92% presentava una mutazione Ras G12. In quelli trattati con daraxonrasib, la sopravvivenza mediana è stata di 12,4 mesi, rispetto ai 6,7 mesi registrati nei pazienti trattati con chemioterapia. La raccomandazione sarà ora trasmessa alla Commissione europea. Le successive decisioni sul prezzo e sulla rimborsabilità saranno prese dai singoli Stati membri.
“L’attesa ora è per l’Europa e per l’Italia”, commenta uno dei più famosi “addetti ai lavori”, il professor Giorgio Ercolani, direttore del Dipartimento chirurgico dell’ospedale Morgagni-Pierantoni e professore ordinario all’Università di Bologna. Intervistato dal Forlì Today, Ercolani ha sottolineato i passi da giganti compiuti dalla chirurgia pancreatica (meno invasiva, grazie anche ai robot), dall’aver costituito un gruppo di professionisti dedicati (la Pancreas Unit*, in collaborazione con l’Irst della vicina Meldola) e l’efficacia dei nuovi risultati della ricerca scientifica con l’importante novità dell’inibitore di Kras, approvato dalla severa Food and Drug Administration americana. Ci auguriamo che nei prossimi mesi il farmaco arrivi anche in Europa e in Italia, aprendo nuove e concrete prospettive per aumentare la sopravvivenza dei pazienti”. []

*Pure a Forlì, in via Monari 28, opera l’Associazione PanCrea Odv per la prevenzione e a sostegno alla ricerca scientifica sulla cura per le patologie del pancreas e apparato digerente, oltre che per l’assistenza ai pazienti e alle loro famiglie. Contatti: mail info@pancrea.it; tel e whatsapp +39 3930841155; sito web pancrea.it

Salvatore Giannella, giornalista che ha ideato e cura con passione questo blog e il suo supplemento mensile CONNECT, ha diretto il mensile scientifico del Gruppo L’Espresso Genius, il settimanale L’Europeo, il primo mensile di natura e civiltà Airone (1986-1994), BBC History Italia e ha curato le pagine di cultura e scienza del settimanale Oggi (2000-2007). Ha scritto libri (“Un’Italia da salvare”, “L’Arca dell’arte”, “I Nicola”, “Voglia di cambiare”, “Operazione Salvataggio: gli eroi sconosciuti che hanno salvato l’arte dalle guerre”, il bestseller biografico “Michele Ferrero”, “Salvate la Sindone”, “Al di là del bere e del mare” “I Pascucci, due secoli di ruggine” ), curato volumi di Tonino Guerra ed Enzo Biagi e sceneggiato docu-film per il programma Rai “La storia siamo noi” (clicca qui per approfondire).