La Romagna insolita celebra la nostra casa sul canale di Cesenatico con l’Inno alla Gioia sui muri: da ammirare, da ascoltare

 

Sul comodino mi strizza l’occhio da un mese un libro gustoso per vari motivi: Romagna insolita e segreta, di Davide Daghia, Edizioni Jonglez, euro 18,95, nelle migliori librerie o su internet). Un corposo invito alla visita (278 pagine) a luoghi e atmosfere che spesso sfuggono a uno sguardo distratto. Di quel volume profumato di piccoli mondi da scoprire parla il testo in seconda battuta, tratto dalla recensione del quotidiano Corriere Romagna. Ma la grande sorpresa, per me che ho vissuto per un quarto di secolo in via Semprini, in una seconda casa affacciata sul porto canale leonardesco di Cesenatico, è vederla generosamente inclusa in questa seducente compagnia, sotto il titolo La casa dell’Inno alla Gioia: ascoltate le note della Nona Sinfonia di Beethoven che trovate sui muri di casa Giannella (dalla primavera scorsa vi sono approdati i nuovi inquilini: Cristina e Gabriele).
Cedo la parola all’autore della guida, Davide Daghia, bolognese di nascita e romagnolo d’adozione, accompagnatore turistico che ha fatto precedere a questa guida alla Romagna una serie di itinerari nella Bologna nascosta, libro pubblicato dallo stesso editore internazionale specializzato in guide scritte dagli abitanti per gli abitanti e per i viaggiatori più curiosi. Ecco la pagina 208 della guida alla Romagna insolita. (s. gian.)

 

Il pentagramma sui tubi del gas

Nel borgo dei pescatori di Cesenatico, in una silenziosa via che dà sul porto canale, risuonano le note di Beethoven. Guardando la facciata della casa al civico 1/A di via Semprini, sopra gli oleandri, si può notare un’installazione che trasforma 5 tubi orizzontali del gas in un pentagramma: sopra di essi, in blu, la chiave di violino e le prime note dell’Inno alla Gioia.
È un intervento del 2019 di Francesco Sami (1943), ex metalmeccanico di Cesenatico oggi conosciuto sulla riviera romagnola per dare vita a colorate farfalle in ferro. Non solo: sotto il pentagramma, una targhetta riporta un QR code: i passanti muniti di smartphone possono puntare il codice e ascoltare il quarto movimento della Nona Sinfonia di Beethoven.

Dedicata ai nipoti

L’idea è del padrone di casa, Salvatore Giannella, giornalista (in passato ha diretto “Genius”, “L’Europeo”, “Airone” e ha curato le pagine di cultura e scienze di “Oggi”) nonché autore del seguitissimo blog “Giannella Channel”, con il supplemento mensile Connect, in cui condivide storie che parlano di futuro e ottimismo. Giannella, che ha fatto di Cesenatico prima il suo buen retiro estivo e poi la residenza, ha voluto dedicare ai suoi giovani nipoti queste note, inno ufficiale dell’Unione Europea, con l’augurio che possano crescere nell’Europa che lui stesso ha sognato, basata su valori condivisi e unita nelle diversità.

Officina creativa per Tonino Guerra

La facciata della casa presenta anche un’altra curiosità. Una targa dell’artista faentina Muky (Vanda Berasi) con un’elegante scritta in corsivo: “In questa casa il poeta Tonino Guerra amava arrotolare le parole con gli spaghetti alle vongole”. In effetti il poeta e sceneggiatore di fama internazionale (ha scritto per Federico Fellini, Michelangelo Antonioni e tanti altri big del cinema) frequentava abitualmente la casa di Giannella e amava intrattenersi con i passanti. É anche in suo ricordo che in via Semprini si tengono talvolta gli “scarana party”: turisti e residenti prendono una sedia (in romagnolo ‘scarana’) e si mettono in strada per condividere cibo e ricordi, mantenendo viva la memoria storica della Cesenatico di Ponente, che ha visto i primi insediamenti marinari e che ancora oggi ne conserva tutto il fascino e la suggestione.[]

LA RECENSIONE DEL CORRIERE ROMAGNA

La singolare biblioteca dell’ex fabbro, il micro vulcano, l’antico teatro: così il quotidiano locale presenta i 150 luoghi della Romagna segreta

Scritta dagli abitanti per allontanarsi dal caos del turismo di massa, Romagna insolita e segreta è l’ultima guida dedicata ai luoghi insoliti della Romagna. Un museo fra le rovine di una chiesa, un ospedale con teste mummificate di briganti, il vulcano più piccolo d’Italia, una Stonehenge in miniatura nell’Appennino, una chiesa decorata con fumetti e street art, l’origine dimenticata del simbolo della Ferrari. Davide Deghia offre questi e altri fascinosi elementi romagnoli alla curiosità di chi legge..
L’autore sprona ad abbandonare i percorsi più battuti, allontanarsi dal caos del turismo di massa, scoprire luoghi, emozioni e atmosfere che spesso sfuggono a uno sguardo distratto o frettoloso.
Un album che raccoglie 150 luoghi di un territorio spesso sconosciuto anche agli stessi abitanti. In quanti sanno, per esempio, che a Portico di Romagna, lungo l’unica strada che collega la Romagna con la Toscana, l’ex negozio di un fabbro ospita una biblioteca sui generis dove chiunque può portare e prendere libri gratuitamente? Oppure che a Sant’Agata Feltria, a 50 km da Rimini, è possibile visitare il teatro Angelo Mariani, considerato il teatro ligneo più antico d’Italia?…
E che per scoprire il luogo più sorprendente e segreto dell’Appennino tosco-romagnolo bisogna salire sulle colline tra Premilcuore e Santa Sofia, lungo la strada per Cornieta, dove sarà possibile imbattersi in un contesto totalmente diverso e inaspettato?
Senza dimenticare la campagna di Bordonchio (Bellaria) con il castello Benelli, luogo che sorprende con il suo mix di autentico e di falso storico, tra Ottocento neogotico e Medioevo idealizzato.
Questa guida è scritta per chi pensa di conoscere bene la Romagna o per coloro che desiderano scoprire il volto segreto di questo territorio. Una mappa del raro. A caccia della meraviglia. Dove l’eccezionale risiede nella bellezza di certi luoghi marginali da rintracciare. [Nunzio Festa, Corriere Romagna]