Le parole ritrovate: ore 9, a lezione di connessione. ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌ ‌
Connect — Il nuovo Atlante di Giannella Channel. Eppur si muove: l'Italia che riparte dalla stampa locale. Illustrazione di Antonio Molino: una macchina da scrivere Olivetti con uomini e donne al posto dei tasti.
 

Le parole ritrovate

Ore 9: a lezione di connessione

“C’è una parolina che dovrebbe trovare un posto centrale nei nostri sistemi educativi, informativi, culturali, televisivi, scolastici, economici, politici, eccetera: questa parolina è connessione. A mio avviso, anzi, dovrebbe costituire una nuova materia di studio in ogni scuola e a ogni livello. Ore 9: a lezione di connessione. Ore 10: a lezione di incompatibilità. Cioè l’arte di mettere insieme le cose e l’arte di separare le cose che non stanno insieme”

(Piero Angela a Salvatore Giannella, collaboratore al suo ciclo Film Dossier, anni Ottanta, Rai)

Trattore antiribaltamento, ideato da tre università italiane, salverà cento agricoltori che muoiono ogni anno nelle nostre campagne

Nella Langa piemontese un sindaco muore schiacciato dal trattore nel suo noccioleto: è l’ultimo incidente mortale nei campi italiani. Ne è rimasto vittima Marco Francone, 56 anni, imprenditore agricolo e primo cittadino di Levice (Cuneo). Il nome di Francone si aggiunge alla lunga lista di agricoltori che perdono la vita a causa del ribaltamento del trattore.

Il copione è sempre lo stesso e si ripete, in media, una volta ogni due giorni: un trattore si ribalta e l’agricoltore a bordo muore schiacciato. Secondo i dati di Federacma, il ramo di Confcommercio che raduna i rivenditori di macchine agricole, ogni anno in Italia oltre cento agricoltori muoiono schiacciati dal proprio trattore. In termini percentuali, si tratta del 70% delle morti registrate annualmente in agricoltura.

Ora c’è un nuovo prototipo di trattore che punta a risolvere una volta per tutte il problema. A svilupparlo, grazie ai fondi di un bando Inail, sono tre atenei italiani: l’università degli studi della Tuscia, l’università degli studi di Milano e l’università Niccolò Cusano. L’obiettivo del Compact Tractor 4.0 è soprattutto uno: evitare i decessi per ribaltamento. Nei trattori tradizionali da frutteto, l’altezza complessiva supera quasi sempre il metro e settanta, costringendo i produttori a montare archi di protezione mobili. Il prototipo sviluppato dai tre atenei italiani, invece, elimina totalmente l’ingombrante tunnel centrale della trasmissione meccanica. Al suo posto ci sono il motore e le batterie, posizionate lateralmente, che danno ancora più stabilità al mezzo e permettono di far scendere l’altezza totale del trattore di circa 20 centimetri.

[Fonti: La Provincia di Biella e Open, il giornale online fondato da Enrico Mentana. Sulla formula svedese per ottimizzare la sicurezza sul lavoro, vedere miei testi su Giannella Channel e il primo capitolo del mio libro “Voglia di cambiare”, Chiarelettere, 2008].

●  In Italia muoiono 4 edicole al giorno, a Castiglioncello invece ne rinasce una storica. Come salvarle dalle Alpi ai nuraghi?

●  Giulio, salvato dal superbatterio grazie al lavoro di squadra tra diversi reparti della sanità pubblica a Forlì

●  Pietrasanta ritrova Sant’Agostino grazie al mecenatismo privato

●  Non paghi i debiti Tari se aiuti a tenere pulita la città: il baratto amministrativo varato nel Casertano

●  Talenti dimenticati: Francesco Paolo Rotundi, il progettista della nave più bella del mondo, l’Amerigo Vespucci

●  Non solo leggenda: un anello ritrovato sul Gargano, prima traccia concreta dell’eroe omerico Diomede in Puglia

●  A futura memoria: “Foresta a Venezia”: i cloni degli alberi “patriarchi” dentro giardini e parchi veneziani

●  Dialetto vivrai: Journole

●  Lo sgabello del cittadino (il nostro speaker’s corner): un urlo da Genova per difendere la sanità pubblica

Un’edicola controcorrente a Castiglioncello. E qualche consiglio utile per il futuro delle edicole dalle Alpi ai nuraghi

Chi è del mestiere lo sa, ci vuole coraggio, inventiva e tanta passione per aprire un’edicola e portare avanti l’attività. Passione e coraggio che dimostrano di avere Teddy Ticciati, la moglie Stefania Falchetti e le figlie Erica e Martina. Dopo tre anni di chiusura, i Ticciati hanno restituito nuova vita alla storica edicola di piazza della Vittoria a Castiglioncello, in Toscana. Un piccolo mondo che rinasce grazie alla passione di una famiglia di imprenditori (da 66 anni) per la lettura dei giornali e anche per l’enigmistica. L’edicola non vende solo giornali ma anche accessori e articoli legati al mare, più gadget personalizzati per residenti e turisti.

[Alessandra Bernardeschi, Il Tirreno, 24.3.2026. “Ai lati dell’edicola”, mi scrive Teddy Ticciati, lidacalzature@interfree.it, “i clienti possono anche gustarsi un aperitivo”]

 

Su 7.896 Comuni italiani ben 4.974, circa due terzi del totale, non hanno più un’edicola. Nel Molise ne sono privi il 94% dei Comuni. E a Cassina de’ Pecchi, alle porte di Milano, dove ho risieduto dal 1978 al 2025, nell’ultimo anno hanno chiuso 3 edicole su 4. Come salvare le edicole italiane che ci stanno a cuore quanto la stessa democrazia? Possono esserci d’aiuto alcune esperienze europee, regionali e locali: Parigi, Firenze e Cesenatico, dove le edicole sono diventate presidi di quartiere. Nella capitale francese, oltre ai giornali, chioschi come Lulu dans ma rue offrono ritiro e consegne pacchi, biglietti per trasporti ed eventi, informazioni turistiche, artigiani di quartiere. A Firenze, invece, il Comune ha scelto di consentire nuovi servizi (ritiro pacchi, vendita di servizi turistici, sponsorizzazioni temporanee in occasione di eventi); di ridurre fino al 70% il canone di occupazione del suolo pubblico; di imporre però che la funzione principale resti la vendita di giornali, con almeno il 70% espositivo dedicato all’editoria. Un caso a me più vicino è quello di Cesenatico, dove il sindaco Matteo Gozzoli ha adottato queste misure: contributi a fondo perduto, con uno stanziamento complessivo di 15.000 euro. Ogni edicola può ricevere da 500 a 3.000 euro in base al numero delle domande ammesse; possono accedere ai contributi le edicole che dedicano almeno il 70% della superficie alla vendita di giornali; il Comune considera le edicole “punti di riferimento, di aggregazione, di presidio di quartiere e di diffusione della cultura”, motivando così l’intervento economico; inoltre le edicole che ricevono il contributo collaborano con il Comune distribuendo gratuitamente ai cittadini il kit antizanzare. (s.g.)

Superbatterio sconfitto da una squadra dell’Ausl Romagna

Giulio Orioli, 25 anni, laureato in Economia e commercio, aveva contratto una forma particolarmente aggressiva di stafilococco. Un ceppo resistente a quasi tutti gli antibiotici più comuni. Grazie al lavoro di squadra dell’ospedale forlivese Pierantoni-Morgagni con il laboratorio di microbiologia della Ausl Romagna, è stata individuata la terapia salvavita. I medici interessati (due nomi su tutti: Emiliano Gamberini, direttore Anestesia e rianimazione, e Vittorio Sambri, direttore di Microbiologia) hanno sottolineato l’importanza della ricerca avanzata e del lavoro di squadra di diversi reparti nella sanità pubblica.

Partendo da casi come quello di Giulio, è scattato il progetto “Genera”, un’iniziativa regionale dell’Emilia-Romagna (unica nel suo genere a livello internazionale), che mira a creare una rete integrata tra i vari laboratori pubblici di microbiologia clinica con l’aggiunta del monitoraggio genomico. In un’ottica one health, tutti i laboratori delle Aziende sanitarie dell’Emilia-Romagna lavoreranno a stretto contatto con l’Istituto zooprofilattico sperimentale Lombardia Emilia-Romagna ‘Bruno Ubertini’ (Izsler) e Arpae, l’Agenzia regionale per la prevenzione, l’ambiente e l’energia dell’Emilia-Romagna.

Il risultato sarà la nascita dell’Osservatorio molecolare regionale delle infezioni e dell’antibiotico-resistenza, che sfrutterà il valore aggiunto delle analisi dei genomi batterici responsabili di infezioni antibiotico-resistenti per comprendere i meccanismi di resistenza, come si diffondono nell’ambiente, nella popolazione umana e in quella animale. Permetterà, inoltre, di identificare i canali e i fattori che ne determinano la disseminazione per ottimizzare interventi mirati negli ambiti in cui sono più necessari.

[Forlì Today e Francesco Maltoni, TgR Emilia Romagna]

 

Ricordo un’intervista che feci per il settimanale Oggi al medico Ignazio Marino, allora operante negli Stati Uniti, sul futuro della medicina: “Se le capitasse un problema personale di salute mentre viaggia in Italia, quale ospedale sceglierebbe per curarsi?”. “Il Morgagni di Forlì”, mi rispose quell’illustre medico, elencando una serie di indicatori virtuosi da primato di quell’ospedale, che gli facevano propendere per questa scelta.

Pietrasanta ritrova Sant’Agostino grazie al mecenatismo privato

A Pietrasanta (Lucca) la Fondazione Paolo e Giuliana Clerici riconsegna alla città il complesso di Sant’Agostino dopo sei anni di restauro interamente finanziato da fondi privati (oltre 900 mila euro). Un atto di mecenatismo contemporaneo che ha restituito non solo la facciata tardogotica in marmo bianco, ma anche nuove informazioni sulla storia dell’edificio. Le indagini hanno rilevato la straordinaria varietà di marmo delle Alpi Apuane utilizzato e hanno fatto luce sulla cronologia del monumento e sulle complesse pratiche costruttive tra Medio Evo e Rinascimento.

[Il Giornale dell’Arte]

 

A una mecenate statunitense, Donna Malin, che da anni finanzia restauri a Firenze (Opera di Santa Croce) e a Venezia, è stato assegnato il Premio Rotondi ai salvatori dell’arte 2026, sezione Mecenatismo. Per gli altri premiati: www.premiorotondi.it

A Cesa (Caserta) la tassa Tari cancellata in cambio di lavori sui beni pubblici

Debiti Tari cancellati a chi offre il proprio tempo e il proprio lavoro per la cura dei beni della collettività. L’amministrazione comunale di Cesa (in provincia di Caserta) punta sul baratto amministrativo. L’iniziativa è rivolta ai cittadini che non hanno riportato condanne per reati gravi e che non risultano coinvolti in contenziosi tributari con il Comune. Le attività previste dal progetto riguarderanno principalmente: la pulizia e il decoro degli spazi pubblici; la manutenzione delle aree urbane; la valorizzazione e il recupero di immobili inutilizzati e beni di interesse collettivo. L’accesso al beneficio avverrà attraverso una graduatoria basata su criteri socioeconomici e familiari, con particolare attenzione ai nuclei in condizioni di maggiore fragilità. Saranno attribuiti punteggi in relazione all’Isee, allo stato di disoccupazione, alla presenza di minori, a situazioni di disabilità grave e ad altri elementi di rilevanza sociale. Priorità assoluta sarà riconosciuta ai nuclei familiari colpiti da decesso o infortunio per motivi di lavoro.

[Metropolisweb]

Talenti italiani da non dimenticare: il foggiano Rotundi, progettista della nave-scuola Amerigo Vespucci

L’Amerigo Vespucci, unanimemente riconosciuta come “la nave più bella del mondo”, attesa in autunno a Ravenna per festeggiare la Capitale italiana del Mare 2026, nasce su progetto di un (ignorato) ingegnere navale di Foggia, Francesco Paolo Rotundi (Foggia 1885 - Roma 1945) che riuscì a fondere l’artigianato navale con la perizia degli ingegneri italiani. Fu l’allora ministro della Regia Marina, Giuseppe Sirianni, a decidere la costruzione di due navi scuola e di affidare il progetto al tenente colonnello del Genio navale Rotundi, formatosi all’Istituto tecnico “Giannone” di Foggia, e poi a Genova e Venezia. L’attuale veliero fu impostato il 12 maggio 1830 nel Regio cantiere navale di Castellammare di Stabia e varato dopo soli 9 mesi. L’affascinante storia della nave e la creativa vita di Rotundi sono la storia di copertina di “Diomede”, la rivista trimestrale che illumina attualità e memoria della Capitanata.

[Maurizio De Tullio, Diomede, giugno 2026]

 

Maurizio De Tullio è una colonna della Puglia d’oro da me molto apprezzato. Giornalista e appassionato ricostruttore di microstorie locali, ha dato vita alla rivista trimestrale che fornisce vitamine per la mente su Foggia e sulla sua provincia. È autore di una felice biografia di Ralph De Palma, pilota di Formula Uno, “l’uomo più veloce del mondo”, nato nel 1882 a Biccari sui Monti Dauni e trasferitosi negli Stati Uniti dove morì nel 1956, per 2.577 volte vittorioso (500 miglia di Indianapolis inclusa) su 2.889 gare disputate. Il libro di De Tullio meriterebbe una ristampa (fossi Roberto Mugavero, editore in Bologna con marchio Minerva, vincitore del premio Brera per l’editoria sportiva, lo riprenderei in mano). Dalla biografia ricostruita da Maurizio il regista Antonio Silvestre e il produttore Mario Tani nel 2020 hanno ricavato un film, reperibile anche su Internet.

Il ritrovato anello di Diomede

L’eroe omerico Diomede è al centro di molti racconti mitologici della Puglia. Il più suggestivo gli attribuisce la creazione delle Tremiti, o Diomedee, scaturite dagli abissi dopo il lancio in mare delle pietre che lui aveva portato con sé da Troia. Dopo i fasti vissuti in terra dauna, alla morte Diomede fu sepolto nell’isola di San Nicola. Fin qui la leggenda. Riscontri pochi o nulli. Ecco, però, a distanza di oltre tre millenni dal periodo supposto degli eventi successivi alla guerra di Troia, riaffiora dalla terra del Gargano il primo, intrigante indizio della presenza dell’eroe omerico in Daunia: un piccolo anello d’oro di epoca romana, forse risalente al primo secolo dopo Cristo, impreziosito da una gemma che reca la fine incisione di una figura maschile con le sembianze del nostro eroe. La scoperta, inaspettata, durante gli scavi intrapresi in una necropoli paleocristiana sul monte Pucci. Secondo Luigi La Rocca, direttore presso la Soprintendenza dei beni archeologici della Puglia, la gemma ritrovata può essere considerata una traccia concreta della presenza di Diomede in Puglia.

[Giorgio Salvatori, Myrrha, il dono del Sud].

 

Numeri chiave

540

le proiezioni del ciclo Il cinema ritrovato a Bologna, un evento estivo della Cineteca operante nel capoluogo dell’Emilia Romagna, che porta in media 140 mila persone e un indotto (ristorazione, alberghi, ecc.) di 15 milioni di euro. (Poi si dice che con la cultura non si mangia…)

 

Alla Cineteca di Bologna, diretta da Gianluca Farinelli, avevamo consegnato nel 2015 a Sassocorvaro, nel Montefeltro marchigiano, il Premio Rotondi ai salvatori dell’arte “per il suo lavoro altamente specializzato nel settore del restauro cinematografico”. (Ndr)

100.000

gli italiani che si sono trasferiti nei piccoli borghi in declino, spinti dalla ricerca di una migliore qualità della vita e favoriti dallo smart working (lavoro a distanza).

560

miliardi di euro: i ricavi dall’estero dell’intero sistema industriale italiano. Una propensione multinazionale ad aprire mercati, anche non facili, come dimostrano le operazioni in Germania di Italo e di Unicredit.

25.000

laureati tra i 25 e i 34 anni espatriati dall’Italia nel 2024. Nello stesso anno ne sono rientrati poco più di 4.000 (dati ISTAT più aggiornati).

6

milioni di euro: investiti dal Gruppo Cooperativo romagnolo Orogel a favore del nuovo centro di ricerca Sicural “per produrre meglio senza sfruttare eccessivamente l’ambiente”. In collaborazione con le università di Bologna, Urbino e Perugia. “Oggi in Sicural a Torre del Moro, frazione di Cesena, lavorano 23 persone, ma abbiamo già programmato nuove assunzioni per espanderci dalla Romagna all’Italia e oltre”, dice al Resto del Carlino Silver Giorgini, amministratore delegato di Sicural.

 

A futura memoria

Benvenuti, patriarchi arborei

“Foresta a Venezia” è un progetto basato su un itinerario turistico alternativo che consiste nella piantumazione di alberi patriarchi antichi, ormai estinti o che stanno scomparendo, clonati in laboratorio. Alberi da frutto - con l’auspicio di arrivare a quota 50 - che nei mesi a venire troveranno “casa” tra giardini privati e degli hotel o parchi pubblici della città lagunare, grazie alla sinergia con l’associazione Patriarchi della natura (www.patriarchinatura.it) il cui archivio a Forlimpopoli in Romagna conta 15 mila alberi secolari d’Italia, dei quali oggi sono state riprodotte un migliaio di specie a maggior rischio di estinzione.

Patriarchi della natura da un lato (querce, olmi, pioppi: alcune specie uniche al mondo, come il cipresso di San Francesco o una quercia legata a Dante o il leccio di Leonardo Da Vinci) e patriarchi da frutto dall’altro, che per il presidente dell’associazione, Sergio Guidi, in tempi di cambiamenti climatici non sono altro che “piante e frutti del futuro”. Su ispirazione del progetto del poeta del cinema Tonino Guerra (l’Orto dei frutti dimenticati, a Pennabilli), l’iniziativa veneziana è stata ideata dall’architetto Laura Villani, presidente del comitato “Foresta a Venezia”.

[Marta Gasparoni, Il Gazzettino]

 

Un progetto analogo Sergio Guidi lo sta portando avanti nel territorio di Abbateggio, in Abruzzo, con l’ex presidente del WWF Italia, la giornalista Grazia Francescato, e l’incoraggiamento del sottoscritto.

 

Le parole dei nonni

Una parola dialettale incontrata frequentando la stampa locale.

Journole: giornale.

Ce vè mocche a cchidde cretecànde, te mèttene sàupe o journole [se capiti sulla bocca di quei criticoni, ti mettono sopra il giornale].

[Grazia Stella Elia, poetessa dialettale di Puglia. Suo il “Dizionario del dialetto di Trinitapoli”, Levante editori, Bari, e I pararaule di tataeianne, Fal Vision. Per bio e libri di Grazia, cercare su Giannella Channel]

 

Analisi e opinioni

La politica per Piero Angela

— La politica? No, grazie. Non fa per me. È troppo litigiosa, è dominata da una distruttiva litigiosità.

— La politica può essere importante solo se favorisce il gestire e distribuire bene la ricchezza che nasce da tecnologia ed energia. Ma se le maggioranze cambiano continuamente, si litiga e si parla solo di legge elettorale, nessun progetto vero diventa possibile.

— Un pacchetto per il futuro dell’Italia dovrebbe essere composto da innovazione, tecnologia, educazione e valori. Può consentire uno sviluppo equilibrato e civile; la storia dimostra che i Paesi che hanno adottato questa formula stanno meglio.

— Anche l’informazione è importante ma purtroppo, in Italia, segue troppo le lotte politiche dimenticando che la vera ricchezza è il benessere del Paese.

— Da cittadino vedo l’incapacità della politica italiana di far emergere le molte potenzialità che ha il nostro Paese, pieno di gente in gamba. L’Italia è ricca di straordinarie intelligenze ma manca del tutto un’intelligenza di sistema.

— Nel mio lavoro sono abituato a costruire, mettendo insieme le idee e i talenti, arrivando a una sintesi dopo aver discusso. Oggi la politica italiana sembra un continuo, direi patologico, gioco al massacro, una costante distruzione dei progetti degli altri. Così è impossibile mettere al centro il benessere del Paese, il futuro delle nuove generazioni. Ma la scuola, la salute, il lavoro, la lotta alla corruzione, il merito, sono valori di destra o di sinistra? Sono collanti che consentono a una società di stare insieme, di non frantumarsi, e io non ho mai risposte alle lusinghe di tante, diverse sirene politiche. Penso di lavorare, divulgando, nell’interesse del mio Paese.

(Dalle 15 pagine consegnate da Piero Angela a Sergio Mattarella l’11 maggio 2021, quando il capo dello Stato aveva conferito a Piero l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana)

 

Lo sgabello del cittadino

(il nostro speaker’s corner)

Un urlo da Genova: Pronto soccorso a pezzi, è ora di difendere il nostro Servizio sanitario nazionale

Una città come Genova, civile e orgogliosa della propria storia, non può accettare che i corridoi del Pronto soccorso del grande ospedale di San Martino siano soffocati da una doppia fila di barelle: uomini e donne sofferenti vi trascorrono ore e giorni in penosa promiscuità, su scomodi giacigli, nel disagio di dover svolgere davanti agli altri i loro bisogni. So bene, e ho visto in questi giorni, che medici e infermieri si aggirano con intensità nello stretto passaggio, fanno quello che possono ed è molto. Ma sarebbe certamente migliore se tutto avvenisse in un contesto di spazi e tempi diverso. Ci si muove sul filo del rasoio.

Accade anche altrove. C’è un supplemento di sofferenza inammissibile, prima di tutto per i malati, ma anche per i familiari e per gli operatori sanitari. Ricordo gli anni della fine del secolo scorso, quando i corridoi cominciavano a riempirsi di barelle: vi era però almeno una reazione dei giornali e dell’opinione pubblica. Poi, di giorno in giorno, è prevalsa la rassegnazione, quasi che ci trovassimo davanti a una forza invincibile. Non è così, naturalmente.

Tra le cause conta molto la crisi della medicina territoriale, la cui cosiddetta rete semplicemente non esiste: la bocciatura parlamentare della riforma ne aggrava le prospettive. Esiste anche un problema di razionalizzazione delle risorse, di eliminazione degli sprechi: strutture burocratiche inutili con stipendi ingiustificati giocano un loro ruolo. Certo ci sono problemi che richiedono soluzioni a livello nazionale, come quello della retribuzione del personale, che potrebbe dedicarsi in modo esclusivo al servizio pubblico se meglio compensato.

Molto però spetta alle Regioni, come dimostra la grande e sconcertante varietà dei livelli di prestazioni sul territorio italiano. Una parte tuttavia appartiene ai cittadini, che possono, e devono, premere per una graduatoria appropriata delle questioni da affrontare. Sappiamo ancora che i meno difesi socialmente ed economicamente sono quelli che finiscono per patire di più. Sappiamo che nelle Regioni con un’età media elevata i vecchi che stentano sulle barelle sono una realtà inaccettabile. Cerchiamo di scuoterci, di smuovere le azioni appropriate. La nostra preziosa sanità pubblica deve essere aiutata, riformata, rafforzata con risorse che esistono se sono state promesse per la guerra. No, non è normale quello che sta accadendo.

[Adriano Sansa, Il Fatto Quotidiano, 2.7.2026].

 

Fonti e collaboratori di questo numero di CONNECT: La Provincia di Biella e Open online; Toscana, Il Tirreno; Puglia: Diomede e Myrrha, il dono del Sud; Il Giornale dell’Arte; Veneto, Il Gazzettino; Campania, Metropolisweb; Emilia Romagna, Tgr ER, Forlì Today.

CONNECT, il nuovo atlante di Giannella Channel, è grato a tutti coloro che, in sintonia con questo impegno di giornalismo partecipativo, volontario e gratuito, contribuiscono con la loro collaborazione a garantire la qualità e il rigore scientifico del risultato editoriale. In particolare per questo numero ringraziamo: Antonio Molino, per il dono dell’illustrazione della Olivetti ‘dal volto umano’. Per il logo: l’art director Vanda Calcaterra. Web operator: Jorge Gramaglia. Per i testi: Paolo Occhipinti, Manuela Cuoghi, Maria Giovanna Regano, Maurizio De Tullio, Giorgio Salvatori, Tiziana Rambelli, Sergio Guidi, Bruno Dordolo, Gaetano Gramaglia. Alla prossima puntata.

Se CONNECT vi è piaciuto, segnalate questo nuovo Atlante ai vostri amici. Grazie dal direttore-esploratore: Salvatore Giannella [1. Luglio 2026].

Notizie, segnalazioni, critiche e anche elogi, e iscrizioni per ricevere CONNECT alla mail: salvatoregiannella@yahoo.it

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