Elisa Leonelli, fotoreporter da Modena a Hollywood (2)

ITALICI / CHI CE L’HA FATTA E COME

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Autoritratto di Elisa, 1976.

Dopo un viaggio “cross country” attraverso l’America arrivai a Los Angeles, dove mi fece colpo la scritta Hollywood sull’autostrada; poi a San Francisco, dove diventai la presentatrice di un programma italiano alla televisione. Collaborai con Stuart e Matt Neuman a uno spettacolo televisivo comico, precursore di Saturday Night Live, The Chicken Little Comedy Show (1972). L’anno scorso (2014) ho creato un sito Internet, pagina Facebook e canale YouTube, su questa esperienza.

Da New York a Los Angeles. Dopo alcuni mesi a New York, nel 1973 andai ad abitare a Los Angeles, dove risiedo tuttora. Frequentai corsi di fotografia alla UCLA (University of California Los Angeles), imparando l’arte da Edmund Teske, Don Petersen e Robert Heinecken, fui ispirata da fotografi come Duane Michaels, Henri Cartier-Bresson e Mary Ellen Mark; nel 1974 decisi che questa sarebbe diventata la mia professione. Incominciai a ricevere incarichi da riviste americane; fra i più divertenti quando il quotidiano Los Angeles Times mi mandò a fotografare un giovane Arnold Schwarzenegger (1979), e il mensile Intro il comico inglese Dudley Moore (1981).

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Grazia Neri (Milano, 1935), regina delle immagini. Ha creato a Milano nel 1966 un’agenzia fotografica (e poi una Galleria per mostre) che ha scoperto e valorizzato molti fotografi italiani e di tutto il mondo. Ha chiuso l’attività nel 2009 e oggi si occupa di insegnamento e di allestimento di mostre. Consigliamo la sua biografia: “La mia fotografia” (Feltrinelli, 2013). Ha donato centinaia di migliaia di immagini dell’archivio analogico al Museo di fotografia contemporanea di Cinisello Balsamo (Milano), che costituiscono il Fondo Grazia Neri.
 
Credit: Società italiana delle letterate

Grazie a Grazia (Neri). Il mio lavoro era rappresentato in Italia dall’agenzia Grazia Neri: il quel modo diventai conosciuta come una fotografa italiana a Los Angeles, e iniziai a lavorare per L’Europeo, Genius (due periodici poi diretti dal giornalista che cura questo blog, Salvatore Giannella), Tempo, L’Espresso, Panorama, Grazia, ecc. Mi inventavo anche servizi originali, come quello dove posavo vestita da Babbo Natale in posti tipici di Los Angeles, pubblicato dalla rivista di fotografia francese Zoom (1978). Nel 1979 mi considerai “arrivata” quando il quotidiano Herald Examiner, dedicò il supplemento domenicale California Living al mio lavoro di photojournalist.

In giro per il mondo. Nel 1981 decisi che era arrivato il momento di girare il mondo e organizzai una serie di viaggi fotografici: Ecuador, Peru e Bolivia (1981), Cina (1981), Giamaica (1982), Brasile (1983), India (1984), Tokyo (1986). Nel 2008 raccolsi queste esperienze in un sito Internet (disegnato da me con il programma Apple iWeb). Nel 1984 fotografai le Olimpiadi di Los Angeles per Il Guerin Sportivo; queste foto  furono pubblicate in un libro dall’editore Vallardi.
Nel 1981 il comune di Modena mi dedicò una mostra: Immagini dall’America. Nel 1983 organizzai un “happening” sulle mie foto al Lhasa Club di Los Angeles, con una performance delle ballerine L.A.Knockers; nel 1986 una mostra del mio saggio fotografico “Teenage USA” alla galleria LA Nicola, pubblicato poi su Epoca.

2. Continua. Link alla
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Consigli per i giovani:

Studiate la tecnica di una professione che abbia un valore commerciale, oltre che artistico. Imparate dagli esperti in questo campo.

Utilizzate le vostre qualità uniche, che nessun altro possiede, per proporvi come la persona più adatta a svolgere un certo lavoro.

Usate il cervello e la creatività per produrre opere originali.

ALBUM

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1972. Un viaggio “cross country” attraverso l’America per arrivare a Los Angeles ammirando la celebre scritta “Hollywood”, visibile dall’autostrada; successivamente, a San Francisco, Elisa diventò presentatrice di un programma TV italiano. Collaborò con Stuart Birnbaum e Matt Neuman a “The Chicken Little Comedy Show” (1972), uno spettacolo comico precursore dello storico “Saturday Night Live”. Per approfondimenti, chickenlittlecomedy.com.

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1979. Tra i tanti importanti lavori assegnati a Elisa nella sua carriera, uno dei suoi preferiti fu quello di fotografare Arnold Schwarzenegger in varie location, per il Los Angeles Times: Schwarzenegger stava diventando una stella grazie al documentario “Pumping Iron”.

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1985. Lo speciale di Elisa Leonelli per Epoca su abitudini e stili dei teenager americani: a loro Elisa chiese di farsi fotografare nel suo studio, indossando i vestiti preferiti. Una selezione di questi ritratti fu esposta alla galleria L.A. Nicola gallery nel gennaio 1986.

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1978-79. Nel suo studio, Elisa lavorò con luce, modelle, hair stylists e make-up artists sperimentando se’ stessa nella fashion photography. Qui uno degli scatti più rappresentativi di questo periodo.

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1976. Erano gli anni della Street Photography, ispirati da Henri Cartier-Bresson che girò l’Europa con la fedele e silenziosa Leica. Questo lo scatto durante un viaggio a New York, quando Elisa girò per Manhattan con la sua Nikon, fotografando la gente durante momenti di vita di strada e tragitti in metropolitana.

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1975. In quell’anno Elisa iniziò a lavorare sull’attualità, fotografando i rifugiati vietnamiti a Camp Pendleton, in California, subito dopo la caduta di Saigon.

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1971, Israele. Elisa lavorò come script supervisor nel film prodotto da Paul Maslansky “Big Truck and Poor Clare” interpretato da Peter UstinovFrancesca Annis. Inutile dire che l’esperienza fu produttiva anche dal punto di vista fotografico, come documenta questo scatto.

Author: Salvatore Giannella

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