C come Cavinato: nel nome del padre e di Ippocrate

IL NUOVO ATLANTE DEI PICCOLI EDITORI (12)

a cura di Salvatore Giannella

La Cavinato Editore International opera dal 2004 per iniziativa di un giovane imprenditore, Cristian Cavinato, classe 1972, che del libro possiede un’autentica passione, trasmessagli dal padre Lino. All’ambizione di pubblicare, la casa editrice unisce l’umiltà della ricerca negli ambiti più diversi del quotidiano: letteratura, scienza, economia, politica, religione, storia, avventura, medicina e personaggi.

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L’editore Cristian Cavinato.

Oltre che essere all’avanguardia nella stampa e nella diffusione, la casa editrice è già pronta per il “multimediale” che elimina le distanze e migliora l’esistenza. In ogni caso, non smetterà mai di stampare e preparare libri.

Un’iniziativa editoriale importante è la “Libreria Medica Scientifica Internazionale Cavinato” che raccoglie testi medico-scientifici e tecnici, letteratura in lingua italiana e straniera, articoli sanitari ed elettromedicali e materiale anatomico.

Andiamo a scoprire alcuni titoli nel catalogo della Cavinato Editore International.
Si fa immediatamente notare “Radici & Gemme. La società civile delle campagne dall’Unità a oggi” di Alfonso Pascale. Un libro particolare che non parla solo di storia ma racconta lo sviluppo sociale ed economico dell’Italia secondo un’impostazione globale. Da segnalare è poi “Trattato di osteopatia sportiva” di Angelo Coco. L’opera fornisce ai terapeuti del settore sportivo le basi teorico-pratiche per prevenire i traumi. Un ulteriore titolo che merita di essere evidenziato è “Il segreto per attrarre ogni cosa” di Sandro Spallino. Un libro che spiega le modalità con cui sintonizzare la nostra volontà su una frequenza positiva, mediante la legge di attrazione e lavorando sulla consapevolezza. Un altro testo importante è “Un’americana a Roma” di Claudio Ruggeri. Scritto in italiano ma edito negli Stati Uniti, questo libro è destinato agli stranieri che si stanno avvicinando alla nostra lingua o che la praticano da poco tempo. E’ dedicato a tutti gli emigranti affinché riassaporino certi gusti, suoni e quelle emozioni che soltanto il nostro paese riesce a regalare.

Degno di nota è anche un libro di fantascienza come “La profezia dei Siddah” di Salvo Pizzo, che narra la mitica lotta tra angeli e demoni. Infine, non può non essere indicato un libro di narrativa comica che concilia l’ironia al dramma con un ottimo alternarsi di spunti riflessivi: “Tacco dodici centimetri di un single“.

Info e contatti:

Cavinato Editore International

cavinato-editore-logoVicolo dell’Inganno, 8 25122 Brescia

  • Tel 030.2053593
  • Fax 030.2053493
  • Cell 338.6010431

SUL COMODINO DI ANTONIO SALTINI*

Radici & Gemme, l’odissea dell’Italia contadina.

(E auspicabile manifesto per la pubblica opinione)

 

radici-gemmecavinato-editoreÈ tanto ovvio che chi scrive la recensione a un libro lo faccia, abitualmente, per celebrarne l’elogio, che proponendomi di commentare un volume che mi ha sinceramente entusiasmato mi trovi pervaso dalla perplessità, determinata dal dubbio che chi leggerà possa ritenere che quanto sto per scrivere sia dovuto a buona educazione, stima per l’autore, al dovere, magari, di ricambiare una recensione altrettanto favorevole. Voglio quindi ricordare, quale apologia del recensore, che non ho mai esitato a “stroncare” testi di autentici numi della cultura, e che ho immaginato, decine di volte, la scusa per evitare il commento al libro di persona cui mi legavano rapporti di cordialità, di cui non volevo tessere elogi immeritati, ma di cui non volevo essere io a proclamare la vacuità.

Radici & Gemme è, in verità, il libro di un amico, un amico di cui conoscevo la profondità della cultura storica e politica, che mi ha sorpreso, quando lo ho letto, completo, per la prima volta, perché un libro di tale vastità di documentazione, e di tale penetrazione di argomentazioni e giudizi, non può essere creatura estemporanea: è, palesemente, il frutto di anni di ricerca, di centinaia di pagine di appunti, di confronti, di ipotesi costruite e modificate, la costruzione di una vita, e semplicemente non sapevo che Alfonso Pascale, che pure incontravo periodicamente, seppure senza assiduità, stesse lavorando, nel silenzio in cui nascono le cose grandi, all’opera della propria vita.

Commentare Radici & Gemme impone, quale prima, ardua difficoltà, di definirne il tema, tanto ampio e complesso da poter essere identificato solo riconoscendo nel volume la storia dei rapporti, a volte di interrelazione positiva, troppo spesso di contrapposizione o prevaricazione, tra la società civile e l’apparato di governo nel lungo arco di decenni da quando, liberato dagli Alleati il Mezzogiorno, si delineano i primordi delle relazioni tra i cittadini e lo stato. Da quei primordi, dimostra Pascale, ha inizio una lunga vicenda che non saprà mai superare alcuni, capitali vizi di origine, conducendo, in 70 anni, il Paese alla crisi di rappresentanza che sgomenta, ormai, tutti gli Italiani che cerchino di confrontare quanto avviene, quotidianamente, sul proscenio politico e la società che da quel proscenio dovrebbe essere guidata.

A dipanare e ordinare i fili delle relazioni che costituiscono la chiave di 70 anni di vita repubblicana è, bisogna sottolineare, un figlio del Mezzogiorno e un dirigente autorevole dei movimenti contadini negli anni di più vigoroso, e turbolento, sviluppo dell’agricoltura italiana, quello sviluppo che nella Basilicata di Pascale indusse autorità indiscusse dell’agronomia nazionale a pronosticare la nascita di una piccola “California italiana”. Un dirigente dei movimenti contadini che per tutta la vita ha studiato il passato della società rurale, meglio delle società rurali delle diverse regioni d’Italia, sempre fondando sulla conoscenza del loro passato la riflessione sul loro divenire.

Come può lo studioso, fosse anche il più autorevole, del mondo contadino, un microcosmo indissolubilmente legato al passato, repentinamente emarginato, nell’Italia del “miracolo economico”, dai processi che stavano creando una società radicalmente diversa, proporsi quale storico delle relazioni, nella loro interezza, tra società civile e forze politiche, definendo il ruolo, nel confronto, di sindacati, organismi professionali ed economici? E’ la domanda che, credo, ogni lettore, anche di buona cultura, si proporrà dopo avere affrontato le prime pagine del volume. Una domanda alla quale le medesime pagine propongono una risposta inequivocabile, la risposta che costituisce la vera chiave interpretativa con cui Pascale affronta la vicenda italiana. Alla nascita della Repubblica, è constatazione inoppugnabile, la società italiana è una società rurale: la maggior parte dei lavoratori (forse il 60 per cento) spendono la giornata sui campi, la parte più cospicua della popolazione vive in borghi o, come nel Mezzogiorno, in autentiche “città contadine”.

Dal rilievo statistico e demografico il corollario che costituirà il cardine dell’intera la storia narrata da Alfonso Pascale: il mondo contadino dell’Italia prerepubblicana era un mondo ricco di valori antichi e essenziali, valori che assicuravano il funzionale equilibrio tra radicato rispetto dell’individualità e solidità dei vincoli comunitari e collettivi. Una congiunzione sciagurata condurrà, però, al misconoscimento e al rigetto di quei valori: la congiunzione tra l’ideologia marxista, che vede ogni progresso futuro come avanzamento della società industriale e urbana (ricordiamo che Togliatti amava definire il mondo variegato delle campagne con lo spregiativo di “contadiname”) e la scelta della Democrazia Cristiana, che, seppure alcuni dei cui strateghi manifestino per il mondo contadino un interesse profondo, come forza di governo decide di “comperare”, con sussidi e regalie che perpetuano l’antico “clientelismo” italico, il mondo contadino per farne quel “muro contro il comunismo” che Paolo Bonomi vanterà come la grande realizzazione della propria avventura politica.

Dalle antiche radici contadine una classe di governo lungimirante avrebbe potuto sviluppare le fondamenta di una nuova società, rurale e urbana, consapevole di sé perché sicura dei valori antichi. L’emarginazione del mondo contadino, convertito in cava di uomini senza storia da trasferire nelle industrie del Nord, sarebbe stata, invece, la prima causa dell’alienazione che avrebbe fatto di milioni di nuovi operai industriali entità prive di radici, etiche, culturali, sociali, entità incapaci di costituire un’autentica società civile, cittadini privi, quando la politica diverrà brutale scontro mediatico, contrapposizione di slogan puramente pubblicitari, di ogni capacità di comprensione critica, entità ignare pronte a prestare il proprio consenso a chi saprà prevalere per ore di trasmissione e per indici di audience.

Dirigente di organizzazioni professionali, Pascale affronta col bisturi più impietoso le risposte al mutare, in 70 anni, di scenari ed eventi, di sindacati, organismi professionali e cooperativi. Particolarmente crudo è, con l’elencazione di rilievi inequivocabile, il suo giudizio sulle scelte successive della Confederazione dei coltivatori diretti, l’organizzazione bonomiana che si avvale per decenni dei fondi “carpiti”, dalla Federconsorzi, esercitando pubbliche funzioni annonarie di cui non presenta mai i rendiconti, al Ministero del Tesoro, pretendendo “anticipazioni” senza misura che può utilizzare come incontrollabile strumento di corruzione politica. Sarà la presunzione dell’ultimo autentico presidente, Arcangelo Lobianco, che moltiplicherà le erogazioni clientelari nella sicumera che lo Stato non gliene chiederà mai conto, a destinare, dopo uno scontro sotterraneo, per questo non meno brutale, con Giulio Andreotti, a offrire agli avversari il pretesto giuridico per imporre il fallimento della Federconsorzi, il fallimento che priverà l’agricoltura italiana, annota Pascale, proprio quando la globalizzazione li renderebbe indispensabili, di strumenti capitali per affrontare mercati sempre più ardui: silos portuali, mangimifici, fabbriche di fertilizzanti e di antiparassitari, enopoli e oleifici, realizzati, in un secolo, con lungimiranti contributi statali.

E’ impossibile a una recensione riproporre l’immensa dovizia di dati e rilievi mediante i quali Pascale sviluppa la propria indagine nelle tappe successive della vicenda nazionale, identificando di ciascuna le caratteristiche peculiari, le suggestioni positive rigettate dalla politica, gli espedienti per mantenere, in una società che avanzava, spesso confusamente, istanze autentiche di progresso, prerogative e privilegi di chi riteneva il potere conquistato feudo perpetuo e inviolabile. Solo leggendo il volume, che non varca l’entità delle 360 pagine, il lettore può immergersi nella vastità della documentazione, misurare l’acume dell’analisi dell’autore. Chiuso il libro si dischiudono, per il lettore attento, gli orizzonti di cento riflessioni. Sulle riflessioni ha prevalso, in chi scrive, una suggestione: il sogno, o speranza, che Radici & Gemme possa essere, in questo paese in cui prevalgono, ormai, scoramento e rassegnazione, il manifesto di un circolo, o club, di riflessione politica, il quale attragga attenzioni e intelligenze per convertirsi in piccolo, o grande, movimento di opinione. I tempi per salvare la società italiana non sono, probabilmente, tempi generosamente lunghi. Nel vuoto di proposte credibili Alfonso Pascale ha avanzato un disegno di indiscutibile fondatezza storica e razionalità interpretativa: quel disegno merita di essere considerato da ogni Italiano preoccupato del futuro del proprio Paese.

antonio-saltiniAntonio Saltini (Brioni, 1943) è uno storico delle scienze agrarie, divulgatore e docente universitario a Milano. Come scrittore ha prodotto diverse pubblicazioni fra le quali una monumentale Storia delle scienze agrarie sull’agronomia degli ultimi due millenni. Come giornalista ha collaborato a diversi periodici, tra i quali Airone; ha diretto la rivista mensile di agricoltura Genio rurale ed è stato vicedirettore del settimanale Terra e vita. Qui i link degli altri testi pubblicati su Giannella Channel. Per saperne di più sui temi trattati e sul pensiero di Saltini, ecco i titoli dei suoi ultimi libri: La fame del Pianeta. Crescita della popolazione e risorse agrarie (2009); Storia delle scienze agrarie, vol. VII, Il Novecento: la sfida tra le conoscenze agronomiche e la crescita della popolazione del Globo (Museo Galileo, 2013); I semi della civiltà. Frumento, riso e mais nella storia delle società umane (2014). I libri sono stampati da Nuova TerraAntica. Per info e acquisti scrivere alla segretaria editoriale: [email protected]

L’ALBERO DEI GIOIELLI

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L’ALBERO DEI GIOIELLI DELLA CAVINATO EDITORE

I magnifici sette volumi della Casa editrice lombarda per un viaggio privato e misterioso

 

  • il-segreto-per-attrarre-ogni-cosa-cavinato-editoreIl segreto per attrarre ogni cosa di Sandro Spallino, 2013, costo 15 euro Avere ben chiaro ciò che vogliamo, concentrarci su ciò che si vuole ottenere e finalmente attirarlo a noi. In tal modo la nostra volontà si sintonizza su una frequenza positiva.
  • Ho un cervello sotto il velo! di Nadia Zatti, 2013, costo 12 euro. Racconta l’amicizia tra l’autrice e una donna musulmana. Oltre il velo c’è una donna come le altre con una storia, dei desideri e delle convinzioni personali.
  • Un’americana a Roma di Claudio Ruggeri, 2011, costo 9 euro. Due turiste americane lasciano gli Stati Uniti per qualche giorno di riposo a Roma. Pensata come una vacanza si trasforma ben presto in qualcosa di inaspettato ed emozionante
  • cavinato-editore-tacco_dodici_di_loris_baroniTacco dodici. Centimetri di un single di Loris Baroni, 2011, costo 11 euro. Raccoglie le bizzarre conseguenze dell’amore attraverso la storia di un ragazzo qualunque disposto a cambiare sogni pur di vincere la timidezza
  • La profezia dei Siddah di Salvatore Leonida Pizzo, 2009, costo 24 euro Narra la mitica lotta tra angeli e demoni in chiave fantascientifica. La vicenda si svolge nei pressi dei luoghi dove vivono i Siddah,
  • cavinato-editore-il-capitalista-svelatoOttocento. La struggente storia d’amore fra Carlo Bonardi di Iseo e Fanny Bettoni di Brescia di Tonino Mazza, 2006, costo 12 euro. Una storia d’amore in pieno Risorgimento nella cornice romantica del lago di Iseo. Passioni, sogni, illusioni, speranze che rinascono ogni giorno.
  • Il capitalista svelato. L’origine cattolica del capitalismo di Ubaldo Giuliani-Balestrino, 2005, costo 17,50 euro. Il capitalismo non nasce nel mondo protestante ma prima ancora della Riforma. Viene inventato per fronteggiare la minaccia dell’Islam che aveva occupato il Mediterraneo.

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