Capsule del tempo

Le capsule del tempo sono contenitori ideali appositamente preparati per conservare informazioni oppure oggetti destinati a essere ritrovati in un’epoca futura o in una fase successiva della tua vita.

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Franco Arminio (Bisaccia, Avellino,19.2.1960) è un poeta, scrittore e regista.
Fa il maestro elementare ed è animatore di battaglie civili. Il suo nuovo libro s’intitola Geografia commossa dell’Italia interna (Bruno Mondadori, 2013) e prima sono venuti Vento forte fra Lacedonia e Candela (Laterza), Cartoline dai morti (Nottetempo), Terracarne (Mondadori). Ha scritto, per Giannella Channel, l’articolo Paese vivrai: idee per il Mediterraneo interiore (link).

  • Craco, borgo abbandonato della Basilicata che pare un’ambasciata della luna sulla terra.
  • i calanchi di Aliano (Matera), enormi colline argillose erose dalla pioggia e dal vento nel paese del “Cristo si è fermato a Eboli” di Carlo Levi.
  • la neve
  • la luce di febbraio
  • il paesaggio che vedo dal balcone della mia casa a Bisaccia.

 

Manuela Cuoghi (Aosta, 7.11.1947).
Per trentacinque anni ha raccolto i segni, colori e pensieri dei suoi allievi.

  • Io in una capsula del tempo metterei i lirici greci (da Alceo a Saffo) e le frasi dei bambini, perché questi frammenti di grande poesia sanno spiegare meglio le ragioni della vita.
  • La Venere di Milo, forma sacra che contiene il Dna dell’estetica e dell’eternità.
  • Lessico familiare, il libro di Natalia Ginzburg, perché attraverso una geografia di luoghi e di sentimenti, come un volàno innesca un processo di curiosità, di collegamenti, di valori che disegnano un periodo storico reso complesso e difficile dalla violenza dell’uomo.
  • L’Atlante geografico. Il mio vecchio De Agostini della scuola media che mi ha fatto conoscere per la prima volta il mondo, in bianco e nero, a cominciare dalla misteriosa tundra.
  • La musica di Beethoven e le ninne nanne inventate per addormentare i miei nipoti.

 

Vanni Cuoghi (Genova, 1966), nipote di Manuela e Stefania, figlio di Ilario.
Pittore Italiano con all’attivo diverse mostre in Italia e all’estero tra cui “Arte Italiana 1968- 2007”, Palazzo Reale a Milano, Prague Biennale, sezione Italian Newbrow nel 2009 e la Biennale di Venezia nel 2011.

    Nella mia capsula del tempo metterei:

  • i cappelletti di mia zia Stefania, che fanno parte dei primi ricordi legati al gusto.
  • “La flagellazione” di Piero Della Francesca, perché è il dipinto più bello del mondo.
  • Il disco War degli U2 perché riesce a cambiarmi l’umore e di conseguenza la giornata
  • I miei acquerelli Winsor & Newton, sei pennelli di pelo di martora e un blocco di carta da 300 grammi
  • Il profumo della passeggiata di Nervi nelle sere di maggio, fatto di sale, mirto, basilico e resina.