Il più antico musicista e una moderna scoperta:
ascoltare musica dà
una sensazione simile all’orgasmo

“Tra i più rinomati fondatori dell’armonia
e del ritmo moderno”, Marchetto Padovano fu contemporaneo
di Dante e fece il pendolare con la Romagna.
E le neuroscienze spiegano perché le note preferite provocano
brividi, tremori, vampate: così il piacere diventa fisico

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Conosciuto dai cronisti col nome di Marchetto Padovano, non si sa l’anno di sua nascita né quando morì, ma si sa che fu contemporaneo di Dante e che visse tra il 1250 ed il 1350.

Lo storico padovano Bernardino Scardeone lo chiama “uno dei più rinomati fondatori dell’armonia e del ritmo moderno”. Intendiamoci, moderno per lo Scardeone che nacque nel 1478 e morì nel 1556, non per noi. Marchetto scrisse un “Lucidario dell’arte musicale piana”, dedicato al cavalier Rainieri principe di Monaco e signore di Orvieto, e firmando la dedica col nome Marchetus de Padua; il che dimostra chiaramente che l’illustre uomo era padovano.

Marchetto dopo aver dimorato qualche tempo a Cesena, passò nel 1274 a Verona, e poi di nuovo a Cesena, dove scrisse un “Commentario della musica misurata”, che dedicò a Roberto re di Sicilia, e quest’opera manoscritta si trova tutt’ora a Roma nella Biblioteca Vaticana.

Molti sostengono che Marchetto si recasse anche in Sicilia, ma dal suddetto manoscritto risulta che il lavoro venne eseguito a Cesena nel palazzo della nobile famiglia de Cintri che lo ospitava. Molti scrittori antichi e moderni affermano che le opere di Marchetto siano da considerare come monumenti storici del più alto interesse.

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* Fonte: lavecchiapadova.it. Immagine in apertura: “Investitura di San Martino” (dettaglio dei musici), cappella di San Martino, basilica inferiore di san Francesco d’Assisi.

A PROPOSITO/ SCOPERTE DELLE NEUROSCIENZE

“Ascoltare musica dà una sensazione

simile all’orgasmo”. Brividi, tremori

e vampate: così il piacere diventa fisico

testo di Ilaria Betti / Huffington Post*

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Psyche Loui, psicologa e ricercatrice della Wesleyan University

Cos’è quella sensazione che avvertiamo dentro quando ascoltiamo la nostra canzone preferita? Quel misto di eccitazione e euforia che ci attraversa e ci trasporta lontano? Psyche Loui, psicologa della Wesleyan University, ha dato un nome a questa esperienza, paragonandola a quella sessuale: si tratterebbe di uno “skin orgasm”, un vero e proprio orgasmo, “a pelle”. David Robson, giornalista scientifico della BBC specializzato in psicologia e neuroscienze, ha voluto indagare di nuovo il fenomeno, fornendo un’affascinante spiegazione di ciò che fisicamente accade dentro di noi quando ascoltiamo la musica che ci piace.

“Ero al terzo anno di università e quella sera ero nel dormitorio di un amico. A un certo punto la radio ha trasmesso il Piano Concerto n.2 di Rachmaninov (è la colonna sonora de “La storia siamo noi”, ndr: segue video Youtube) e mi sono bloccata: ero completamente catturata”, racconta Psyche Loui, violinista e pianista a sua volta. Ma non serve essere esperti per avvertire quell’emozione: durante l’ascolto il battito del suo cuore ha iniziato ad accelerare, i brividi correvano lungo la schiena e nello stomaco sembravano agitarsi decine di farfalle. “L’esperienza può essere così intensa che potresti riuscire a non fare più nulla”, aggiunge lo psicologa.

Il primo movimento del Concerto n.2 per pianoforte e orchestra op.18 di Sergej Rachmaninov interpretato da Roberto Cominati con la Filarmonica del Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo diretta da Pier Carlo Orizio. 51ª edizione del Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo (Bergamo, Teatro Donizetti, 6 maggio 2014)

Ma può la musica stimolare sensazioni fisiche simili a quelle provate durante il sesso? Uno studio del 1991, condotto su musicisti e non, aveva già rilevato come questi sperimentassero, durante l’ascolto della loro canzone preferita, tremori, scosse lungo la schiena, vampate di calore ed eccitazione sessuale. Il tutto sarebbe innescato soprattutto da melodie o testi che sorprendono le nostre aspettative, come un ritornello inaspettato, un improvviso cambio di ritmo.

“Questo coglierci di sorpresa agisce sul nostro sistema nervoso stimolando il battito cardiaco e l’arrossamento della pelle”, scrive Robson. “In più, l’anticipazione, la violazione delle aspettative e la risoluzione stimola il rilascio di dopamina nel “nucleus accumbens” del cervello (un sistema di neuroni che giocherebbe un ruolo chiave soprattutto nell’elaborazione delle sensazioni di piacere, ndr). Una simile risposta si ha quando si assume droga o si fa sesso”. Questo spiegherebbe anche come mai, a volte, diventiamo così dipendenti da alcune canzoni. Tanto da non poterne fare a meno.

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* Fonte: huffingtonpost.it. Le notizie più importanti, le opinioni più diverse, i titoli più audaci: è la missione de l’Huffington Post Italia diretto da Lucia Annunziata.

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