Scoprire quattro case-museo
con un gioco in chat.
Milano è all’avanguardia anche
nell’edutainment museale

Presto un progetto di game museale via chatbot,
un personaggio virtuale di messaggistica web, coinvolgerà
Museo Poldi Pezzoli, Museo Bagatti Valsecchi,
Villa Necchi Campiglio e Casa-Museo Boschi Di Stefano

ARTI & CULTURE

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Il Museo Poldi Pezzoli, che raccoglie opere d’arte donate dal collezionista milanese Gian Giacomo Poldi Pezzoli (1822-1879), è una delle più importanti raccolte artistiche italiane e una casa museo famosa nel mondo, situata nel centro di Milano, a pochi passi dal Teatro alla Scala.

A partire dai prossimi mesi i visitatori di quattro case-museo milanesi potranno giocare un’avventura digitale che li porterà a scoprire dettagli inediti e affascinanti dei musei e del quartiere che li circonda. Il progetto, finanziato da Fondazione Cariplo, si chiama ChatbotGame e lo sta sviluppando Invisiblestudio – studio di comunicazione culturale con sede a Milano e a Londra –, insieme al Museo Poldi Pezzoli, Museo Bagatti Valsecchi, Villa Necchi Campiglio e Casa-Museo Boschi Di Stefano. Per creare un’esperienza di visita completamente nuova: tra i primi esempi a livello mondiale di gioco interattivo via chat per i musei. Per realizzarlo basterà avere installato Telegram o Facebook Messenger – il sistema di messaggistica di Facebook usato da oltre 900 milioni in tutto il mondo – dopodiché i visitatori potranno interagire con un personaggio virtuale (un chatbot) che li porterà a scoprire man mano le splendide case-museo milanesi, giocando un’avventura alla caccia di indizi per sconfiggere un misterioso mago del Rinascimento realmente esistito.

STORYTELLING INTERATTIVO

I chatbot sono sistemi automatici che chattano con gli utenti via Facebook Messenger o Whatsapp, rispondendo ai loro messaggi e aiutandoli in compiti complessi come la selezione del miglior biglietto aereo o la risoluzione di guasti. La novità milanese non consiste solo nell’usare un chatbot in ambito museale (diversi musei lo stanno già facendo, tra cui in Italia il Mart di Rovereto), ma di usarli per costruire un vero e proprio gioco. Unendo infatti la propensione a chattare delle giovani generazioni con la potenzialità di coinvolgimento propria dei giochi, il progetto punta a far vivere il museo in modo nuovo: lo storytelling interattivo è curato in modo da spingere i visitatori a esplorare dettagli inaspettati delle collezioni e a non limitarsi a un solo museo, ma a visitare tutti e quattro i musei (anche in giorni diversi) per poter arrivare alla soluzione finale del gioco.

Milano si avvia quindi a essere uno dei primi esempi a livello mondiale di utilizzo di Facebook Messenger e Telegram nel campo dell’edutainment museale via game.

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* Fonte: Artribune, piattaforma di servizi dedicata all’arte e alla cultura contemporanea, nata nel 2011 grazie all’esperienza decennale nel campo dell’editoria, del giornalismo e delle nuove tecnologie del suo staff, composto da Marco Enrico Giacomelli, Claudia Giraud, Massimo Mattioli, Helga Marsala, Santa Nastro, Daniele Perra, Caterina Porcellini, Valentina Silvestrini, Valentina Tanni, Arianna Testino, con la direzione di Massimiliano Tonelli. Info: www.arttribune.com

A PROPOSITO/ UN'AVVENTURA DIGITALE AL POLDI PEZZOLI

Nella Sala del Tempo prezioso

si parte per un viaggio interattivo

testo di Gianmarco Corradi / Segno n.257/2016

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Immagini della postazione “Tempo prezioso” al Museo Poldi Pezzoli di Milano; cartoline realizzate dai visitatori tramite l’applicazione multimediale presente nella Sala del Tempo; la foto della Sala che il Museo fa girare per mostrare il nuovo allestimento.

Una bella e nuova avventura nel segno della contaminazione delle arti digitali quella del Museo Poldi Pezzoli, incantevole Casa Museo nel cuore di Milano fondata da Gian Giacomo Poldi Pezzoli (1822-1879), uno dei più illuminati collezionisti dell’Ottocento. Tra i vari tesori il Museo annovera anche una preziosa collezione di 150 orologi la cui Sala dedicata è stata riaperta recentemente con un nuovo allestimento curato da Annalisa Zanni e Lavinia Galli e l’installazione interattiva “Tempo Prezioso” dello studio milanese di arti digitali Streamcolors (fondato da Giacomo Giannella e da Giuliana Geronimo), la cui ricerca, sia tecnologica che “artigianale”, non si ferma mai ma parte sempre da una forma per creare una nuova realtà con l’obiettivo di stupire, coinvolgere ed emozionare. La sfida questa volta era di realizzare qualcosa di unico, creando una nuova esperienza culturale per il visitatore, che passasse non solo dalla memoria analitica passiva ma anche attraverso quella emotiva, legata alle esperienze realizzate.

L’installazione ha anche vinto una menzione speciale al Digital Thinking, l’evento su Musei e digitale organizzato dal Museo MAXXI di Roma. Un membro della giuria, Michele Trimarchi, ha spiegato i motivi dell’importanza e unicità del progetto: “Abbiamo separato per tanto tempo arte e artigianato, tecnologia e creatività. Questo progetto invece mostra in profondità la capacità dialogica di oggetti che sono sofisticati meccanicamente ma che contengono una poesia e potenza narrativa molto forte che i visitatori contemporanei non aspettano altro che di poter condividere”. E ancora: “L’offerta culturale viene costruita per una parte dall’oggetto e dall’altra da chi riceve le informazioni multisensoriali, crossmediali”.

Il visitatore che si trova a navigare nell’installazione infatti, oltre a poter vedere video degli orologi in movimento, ascoltare i loro suoni, leggere informazioni, può anche compiere un magnifico e caleidoscopico viaggio interattivo tra le forme e i colori degli orologi durante il quale ha l’opportunità di fermare un istante e condividerlo poi come cartolina da inviarsi o inviare via mail.

L’incontro e la collaborazione tra la giovane startup milanese e il Museo è potuta avvenire grazie al bando Innovacultura, con il contributo di Fondazione Cariplo, Camere di Commercio Lombarde e Regione Lombardia.

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Immagini della postazione “Tempo prezioso” al Museo Poldi Pezzoli di Milano; cartoline realizzate dai visitatori tramite l’applicazione multimediale presente nella Sala del Tempo; la foto della Sala che il Museo fa girare per mostrare il nuovo allestimento.

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Immagini della postazione “Tempo prezioso” al Museo Poldi Pezzoli di Milano; cartoline realizzate dai visitatori tramite l’applicazione multimediale presente nella Sala del Tempo; la foto della Sala che il Museo fa girare per mostrare il nuovo allestimento.

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Immagini della postazione “Tempo prezioso” al Museo Poldi Pezzoli di Milano; cartoline realizzate dai visitatori tramite l’applicazione multimediale presente nella Sala del Tempo; la foto della Sala che il Museo fa girare per mostrare il nuovo allestimento.

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Immagini della postazione “Tempo prezioso” al Museo Poldi Pezzoli di Milano; cartoline realizzate dai visitatori tramite l’applicazione multimediale presente nella Sala del Tempo; la foto della Sala che il Museo fa girare per mostrare il nuovo allestimento.

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