Storie di tesori culturali
sottratti dai nazisti agli ebrei.
Protagonisti Max Beckmann,
Juan Gris, Paul Klee, Camille Pisarro

Si arricchisce la casistica di famiglie ebree
che (da Stati Uniti, Germania e Spagna) chiedono a musei
di tutto il mondo di rientrare in possesso
di opere requisite durante il periodo nazista

L’ARTE IN OSTAGGIO

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Pochi mesi fa la redazione di Artribune* ci aveva raccontato la bella storia che aveva interessato la Neue Galerie di New York, museo per l’arte tedesca e austriaca che aveva, anche grazie all’interessamento del suo cofondatore Ronald S. Lauder, restituito e poi ricomprato ai legittimi proprietari, la famiglia Hess, un’opera che era stata acquisita in maniera poco chiara durante la Seconda Guerra Mondiale. Lauder, patron della famosa casa di cosmetici Estée Lauder e del museo, avrebbe addirittura istituito una commissione di esperti che stanno attualmente svolgendo un lavoro di ricerca capillare per verificare e scoprire l’origine delle opere della sua collezione, di volta in volta aggiornando con i risultati del proprio lavoro il sito web. Nel frattempo, nel corso degli ultimi mesi sono molte le storie simili, non sempre a lieto fine che stanno emergendo in tutto il mondo.

L’EREDITÀ DI STERN

Ad esempio due dipinti realizzati da maestri fiamminghi sono stati restituiti alla collezione di Max Stern, il famoso mercante d’arte ebreo, costretto a liquidare la sua galleria e la collezione e a fuggire dalla Germania dopo l’ascesa del nazismo. La fondazione che porta oggi il nome del gallerista ha ricevuto le opere restituite con una cerimonia presso l’Ambasciata del Canada a Berlino. I lavori erano stati messe in vendita da alcune case d’asta tedesche, segnalati però per la provenienza incerta. Tre università eredi di Stern (la Concordia e McGill di Montreal e la Hebrew University di Gerusalemme) hanno lanciato una campagna per recuperare la collezione del mercante nel 2002 con il progetto Max Stern – Restitution Project. Sono 15 i lavori finora riportati a casa, anche se la fondazione è alla ricerca di circa 400 opere in tutto.

I FLEICHTHEIM E IL PISSARRO DI THYSSEN-BORNEMISZA

Michael Hultonno invece ha intentato causa presso il Tribunale di New York contro la Baviera e i suoi musei statali per la restituzione di otto dipinti di Max Beckmann, Juan Gris e Paul Klee del valore di 20 milioni di dollari. Opere, secondo gli eredi, sottratte dai nazisti nel 1933 alla famiglia di Flechtheim, che successivamente fuggì a Londra dove morì in povertà. L’ultima storia arriva dal Museo Thyssen-Bornemisza, in Spagna, e riguarda un’opera di Camille Pisarro del 1897 intitolata Rue St. Honoré, après-midi, êffet de pluie. Questo lavoro sarebbe stato venduto dalla legittima proprietaria Lilly Cassirer prima di fuggire dalla Germania, ed è oggi oggetto di una contesa tra il museo e gli eredi della signora: anche il Pissarro, che oggi vale 30 milioni di dollari, ha avuto una storia molto travagliata ed è stato venduto diverse volte prima di raggiungere la sua attuale collocazione.

* Fonte: Artribune. Arte Eccetera Eccetera (dal 2011 testata di arte e cultura contemporanea).

Author: admin

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