Lefay sul Garda: 5 cose
che lo rendono il resort
& SPA più green d’Italia

A TUTTA ARMONIA

testo di Matteo Campofiorito / GreenStyle*

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Lusso e sostenibilità ambientale, un connubio che il Lefay Resort & SPA di Gargnano ha sposato fin dalla sua nascita e continua ad abbracciare con convinzione e impegno, migliorando di anno in anno le sue performance. Lo ha dimostrato con i tanti riconoscimenti vinti e con l’ultimo bilancio di sostenibilità presentato l’estate scorsa:

  • 15.410.000 euro di fatturato operativo, in crescita del 9% rispetto al 2014;
  • 49.500 presenze, con un incremento del 4%;
  • 96%, l’indice di soddisfazione degli ospiti;
  • 129 collaboratori al Resort, di cui il 55% di provenienza locale;
  • -1.086 tonnellate di CO2 emesse, pari al 12% di riduzione rispetto al 2014;
  • 100%, la compensazione delle CO2 emesse.

Numeri importanti, che però poco dicono ai lettori se rimangono sulla carta, così siamo andati a toccare toccare con mano quale sia il reale impegno del Lefay. Ecco le 5 cose che secondo noi fanno la differenza rispetto ad altri resort e che lo rendono unico per chi ha a cuore l’ambiente.

Materiali utilizzati. Lo stile del resort è lontano dalla freddezza che ci si aspetterebbe da un 5 stelle lusso. Al contrario è proprio il “calore” a contraddistinguere il Lefay, merito di scelte molto attente riguardo all’interior design, delle scelte che hanno portato a utilizzare materiali naturali strettamente legati al territorio. Un calore che si percepisce subito entrando nella propria camera: legno d’ulivo per il parquet della zona letto, noce nazionale per gli arredi e marmo rosso di Verona per il pavimento d’ingresso e il bagno.

Riscaldamento e raffreddamento delle camere. Un’altra cosa che salta subito all’occhio è l’assenza di condizionatori o caloriferi in camera e nelle parti comuni della struttura. Il motivo è ben spiegato nel bilancio di sostenibilità: “Il riscaldamento e il raffreddamento delle stanze e delle aree comuni sono ottenuti mediante sistemi radianti a bassa temperatura posizionati nei soffitti e nei pavimenti. Questo sistema permette di non produrre nessun flusso di aria corrente e nessun rumore, garantendo il massimo comfort per l’ospite”.
Inoltre grazie a un orientamento verso Sud e a delle finestre realizzate con delle vetrate atermiche, c’è un ottimo isolamento dal freddo in inverno e dal caldo in estate.

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L’esterno del Lefay Resort & SPA.

L’energia impiegata. Il Lefay Resort & SPA, come si può immaginare, ha dei consumi energetici elevati e proprio per questo utilizza diversi sistemi atti a minimizzare il più possibile i consumi e l’impatto ambientale. Come ci ha spiegato l’eco manager della struttura Luca Scalfi, la produzione di energia termica è garantita da una centrale a biomassa alimentata dal cippato, perlopiù derivante da scarti di legname della zona.
Alla centrale a biomassa si affianca un impianto di cogenerazione a microturbine che consente la produzione di energia elettrica e di energia termica da combustione di gas metano. In ultimo vi è refrigeratore ad assorbimento che consente di sfruttare il calore di scarico delle microturbine e della caldaia a biomassa generando il freddo.
Vi è inoltre un impianto fotovoltaico da 11 Kw posizionato sul tetto della Grande Limonaia, il ristorante principale del resort, che fa la sua parte nel mix energetico delle fonti usate dalla struttura per il proprio fabbisogno elettrico. Oltre all’uso efficiente delle risorse energetiche, il resort ha deciso anche di neutralizzare le proprie emissioni di CO2 attraverso l’acquisto di crediti CERs verificati.

Integrazione nel territorio. A partire dalla progettazione gli architetti che hanno ideato Lefay Resort & SPA hanno avuto due imperativi: minimizzare l’impatto che una struttura del genere averebbe avuto sul territorio e studiare un tipo di architettura che si adattasse bene al luogo. Come spiegato bene nel Bilancio di Sostenibilità: “…gli architetti si sono ispirati alle limonaie, costruzioni tipiche dell’Alto Garda, caratterizzate da pilastri in pietra e legno, utilizzate per coltivare i limoni”. Il risultato finale è una struttura pienamente integrata e nello stesso tempo innovativa. Visto dall’alto il resort, grazie alla particolare architettura scelta e ai tetti delle camere coperte da vegetazione, si integra perfettamente nel paesaggio ed è piacevole da osservare per chi si trovi ad ammirare la collina su cui sorge.

Dieta mediterranea in cucina. La Grande Limonaia e La Vigna, i due ristoranti del resort, puntano sulla cucina mediterranea e sulle tradizioni culinarie italiane. Il concetto coniato dal resort è “Lefay Vital Gourmet“, un approccio che privilegia gli aspetti salutari del cibo e segue i principi della cucina sostenibile. A interpretare perfettamente l’approccio Lefay Vital Gourmet è il suo executive chef Matteo Maenza, molto bravo nel valorizzare le nostre eccellenze culinarie offrendo piatti eccellenti, pur mantenendo la semplicità tipica della cucina italiana. I princìpi su cui si fonda la cucina proposta sono la Mediterraneità, la Stagionalità degli ingredienti, l’Italianità, L’Etica (non vengono utilizzati animali e pesci in pericolo di estinzione e vengono offerti menu anche per chi ha abbracciato la scelta vegetariana e vegana), la Territorialità (vengono privilegiati fornitori locali).

* Fonte: greenstyle.it, periodico online dedicato alla green economy.

Author: admin

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