Brunello Cucinelli dona
bonus culturale
ai suoi 1.450 dipendenti

Il regalo dell’umanista “re del cachemire” si aggiunge a tante iniziative virtuose, nel segno della Bellezza, nell’antico borgo umbro di Solomeo, che hanno valso all’imprenditore e alla sua famiglia il premio speciale di “salvatori dell’arte” per il mecenatismo (consegnato a Sassocorvaro, nel Montefeltro marchigiano, sabato 7 maggio 2016)

SULLE SPALLE DEI GIGANTI

testo di Patrizia Vacalebri / Ansa*

Cari dipendenti, ho deciso di augurarvi Buona Pasqua regalandovi un bonus da spendere in cultura. Da oggi le vostre spese per l’acquisto di libri, per fare un abbonamento a teatro, per andare al cinema o a visitare un museo, vi saranno rimborsate fino a mille euro l’anno se siete in coppia, 500 se siete single.

Da qualche parte era scritto che Brunello Cucinelli, “re del cachemire”, laurea ad honorem in filosofia, sovrano del suo feudo di Solomeo, antico borgo umbro, nel perugino, che ha restaurato insediandovi l’azienda quotata in Borsa, lo avrebbe fatto: et voilà “bonus cultura” sia! I 1.450 dipendenti di Cucinelli alla vigilia della Pasqua hanno avuto il benefit che prevede un fondo di 500 euro per i single e mille euro per chi ha famiglia, da spendere in attività culturali. Per usufruirne basterà portare in azienda gli scontrini delle spese e le attività culturali verranno rimborsate. Un’iniziativa coerente con lo spirito umanista che anima da sempre l’imprenditore umbro.

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Brunello Cucinelli (Castel Rigone, Perugia, 1953) con alle spalle un tratto delle mura del borgo umbro di Solimeo, sede centrale della sua azienda quotata in Borsa. Sito ufficiale: brunellocucinelli.com

“La cultura per me è una necessità”, spiega Cucinelli al telefono con l’Ansa, “io stesso sono stato ispirato da certe opere letterarie e architettoniche e considero fondamentale conoscerle, perché sono eterne, dunque sacre. Io mi sento il custode pro-tempore di Solomeo. Ma considero opere immortali, da conoscere, il Colosseo, l’Arco Etrusco di Perugia, la Divina Commedia di Dante Alighieri. Il bonus dovrebbe contribuire a incentivare la riscoperta dell’immenso patrimonio culturale e artistico italiano, affinché fiorisca la cultura”.

Cucinelli con questa iniziativa si fa dunque pioniere di un cambio di mentalità nel nostro Paese, dove gli incentivi graditi dai lavoratori non sembrano più essere solo quelli di tipo economico, considerati in base alla produttività, ma anche quelli legati alla qualità della vita e alla crescita personale. “L’obiettivo della mia vita è diventato ridare dignità al lavoro”, ha detto in varie occasioni Cucinelli, figlio di un operaio, infanzia e adolescenza trascorsa tra i campi a giocare a calcio e al bar con gli amici, “a scherzare” rivela. “Ma oggi siamo nell’era di Internet e io non demonizzo nulla. Voltaire dice di accettare i cambiamenti. Così ho valutato anche il fatto che l’età media dei miei dipendenti è 28 anni. Le mansioni dell’artigiano e dell’operaio sono dure e ripetitive. E se ti faccio lavorare oltre l’orario ti rubo l’anima. Inoltre, la creatività è solo dove c’è la bellezza”.

* Fonte: ansa.it. L’ANSA (sigla per: Agenzia Nazionale Stampa Associata) è la prima agenzia di informazione multimediale in Italia e la quinta al mondo, fondata a Roma nel 1945 per succedere alla disciolta agenzia Stefani. È una cooperativa di 36 soci editori dei principali quotidiani italiani e ha lo scopo di raccogliere e trasmettere notizie sui principali avvenimenti italiani e mondiali. A tal fine ha 22 sedi in Italia e 81 uffici in 78 altri Paesi. La sede principale è a Roma, in via della Dataria 94. Chi vi scrive è stato collaboratore dell’ANSA dalla Puglia negli anni Settanta, quando l’agenzia era diretta da Sergio Lepri (da non perdere il suo “Informazione e potere in un secolo di storia italiana”, Le Monnier, 1999). Dal 2009 presidente dell’ANSA è il noto giornalista Giulio Anselmi.

A PROPOSITO

E alla famiglia Cucinelli

va il Premio Rotondi

ai salvatori dell’arte 2016,

sezione Mecenatismo

La cerimonia di consegna andata in scena sabato 7 maggio,

a Sassocorvaro, nel Montefeltro marchigiano

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La Rocca di Sassocorvaro (Pesaro Urbino), che diede ricovero e salvezza ai principali capolavori dell’arte italiana, è sede della cerimonia di consegna del premio Rotondi.

La famiglia Brunello e Federica Cucinelli ha ritirato il premio Rotondi ai salvatori dell’arte, sezione speciale Mecenatismo, sabato pomeriggio 7 maggio 2016 a Sassocorvaro, nel Montefeltro marchigiano. Questa la motivazione della giuria presieduta da Giovanna Rotondi Terminiello e coordinata da Salvatore Giannella: “Per il Progetto Bellezza che ha portato al restauro, al posto di sei capannoni industriali, di tre parchi nella valle (foto in apertura) ai piedi dell’antico borgo medioevale di Solomeo che l’imprenditore umbro restaurò nel 1985 per farne la sede della sua azienda pensata con biblioteca, mensa per i dipendenti, scuola d’artigianato. E che ha dato vita anche alla costruzione di un teatro Palladiano”.

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Lo storico dell’arte Pasquale Rotondi (Arpino, Frosinone 1909 – Roma, 1991)

Com’è noto, il premio prende il nome dall’ex Soprintendente di Urbino Pasquale Rotondi (Arpino 1909 – Roma 1991), che coordinò l’Operazione Salvataggio dei principali capolavori dell’arte italiana nel Montefeltro marchigiano (Sassocorvaro, Carpegna e Urbino). Approfondimenti: arcadellarte.it.

I tre premi centrali (per la sezione Mondo, Europa e Italia) saranno ritirati da Alessandro Bruschettini, “per essersi da sempre dedicato allo studio e alla promozione dell’Arte islamica e asiatica attraverso la sua Fondazione”; dall’architetto Mihai Antoniu “per aver favorito la rinascita degli storici khan rumeni a Bucarest, una delle meraviglie dell’architettura mondiale”; da Mario Micheli, docente all’Università di Roma 3, “per il progetto di restauro Italia – Cina, che ha avuto in lui un autorevole motore creativo”.

Alle sezioni canoniche si aggiungono i premi speciali per la Protezione civile (all’ammiraglio Vincenzo Melone, Comandante generale del Corpo delle capitanerie di porto – Guardia Costiera, l’organismo che coordina tutti i soccorritori operanti in mare); per le Marche (a Silvano Tiberi, Antonio Fontanoni, Flavio Fabbri, Giancarlo Ugolini e al gruppo “L’arca di carta. Un paese vuole conoscersi”, che da anni ha intrapreso la strada editoriale (e non solo) per far affiorare dal pozzo della memoria la storia di Sassocorvaro; per la Comunicazione da Raffaella Turatti, per il suo coraggioso lavoro di ricerca per la tesi di laurea all’Università di Milano sul Museo Savitsky, chiamato il “Louvre nel deserto”, con l’arte proibita in un’area remota del Karakalpastan, repubblica autonoma nel cuore dell’Asia centrale, dove finirono esiliate le opere degli artisti dissidenti dell’Urss.

LE PAROLE RITROVATE DI BRUNELLO CUCINELLI

“I miei eroi sono I maestri dell’anima.

Su tutti, l’imperatore Marco Aurelio”

intervista di Salvatore Giannella per Sette*

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Brunello Cucinelli. Nel ’74 interrompe gli studi di ingegneria per dedicarsi interamente all’attività che lo avrebbe reso famoso nel mondo facendogli meritare l’appellativo di “re del cashmere”. Nel 1982 ha sposato Federica Benda, due figlie. Nel 2010 ha ricevuto nell’Università di Perugia la laurea honoris causa in Filosofia ed Etica dei rapporti umani.

Credit: GIACOMO GIANNELLA/STREAMCOLORS

Caro Cucinelli, all’inaugurazione dell’ultimo tuo negozio a Roma hai donato un libro: “I pensieri di Marco Aurelio”. Una sorpresa: vuoi un capitalismo contemporaneo, dove il profitto si ottenga senza danno od offesa per alcuno, e consegni le parole di un imperatore dell’antica Roma.

“Come imprenditore che vuole dare dignità morale ed economica all’uomo che lavora, privilegio i maestri dell’anima: Socrate, Seneca, Aristotele e poi San Benedetto, Francesco d’Assisi ma anche Olivetti. Le mie giornate, gioiose o tristi, sono scandite dalle parole di Marco Aurelio. Lui fu per Roma ciò che Platone aveva immaginato nella sua Repubblica: un filosofo posto a governo di uno stato. Nei suoi scritti, e con la sua azione, questo stoico e forte imperatore dimostrò quelle qualità che sono senza tempo: la Pietas romana, l’equanimità, la fermezza, il riconoscimento della dignità del lavoratore”.

Per esempio?

“Quanta nobiltà dimostra quando, nell’esortare i suoi soldati alla vigilia di una battaglia decisiva, non usa toni retorici, ma poche, semplici e immense parole: ‘O miei stimati uomini dell’impero romano, domani Roma ha bisogno di noi’. Quale migliore modo per significare la dignità dell’uomo?”.

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Cesare Marco Aurelio Antonino Augusto (121–180 d. C.) è stato un imperatore, filosofo e scrittore romano. Fu adottato nel 138 dal suocero Antonino Pio che lo nominò erede al trono imperiale. Fu imperatore – assieme a Lucio Vero, suo fratello adottivo essendo stato anch’egli adottato da Antonino Pio – dal 161 sino alla morte, avvenuta per malattia. Sovrano capace e assennato, il quinto dei cosiddetti “buoni imperatori” menzionati da Edward Gibbon. Il suo regno fu tuttavia funestato da guerre, carestie e pestilenze.

Credit: GIACOMO GIANNELLA/STREAMCOLORS

Di filosofi ne conosco pochi nei palazzi del potere…

“Invece è la figura chiave che auspico in politica, nel giornalismo, nella famiglia, nell’impresa. Uno che reintroduca il coraggio di ascoltare. La moralizzazione cresce in parallelo alla crescita della comunicazione: oggi devi essere una persona per bene perché tutti possono conoscere tutto di te e la trasparenza preme sull’animo in modo da farti comportare bene. Io stesso ho deciso che un giovane assunto da noi sappia tutto di me e della mia vita. Ho voluto avere un rapporto impostato su basi di fiducia e collaborazione. Mi è servita da guida un’altra bella espressione di Marco Aurelio, quando, dopo aver ammonito un giovane con le parole ‘Datti pace, potrebbe essere forse l’ultimo giorno della tua vita’, subito dopo gli ricorda di progettare come se fosse destinato a vivere per l’eternità”.

Oltre che dare lavoro, molti giovani fortunati apprenderanno da maestri artigiani i segreti della sartoria nella nuova Scuola dei mestieri che hai voluto creare qui a Solomeo, nella cornice di bellezza di questo borgo umbro da te valorizzato.

“Voglio formare giovani sarti di genio che siano garanzia per il futuro del made in Italy e che sappiano parlare con i grandi maestri del teatro. Io sono ottimista sul futuro: scorgo l’aurora di un mondo migliore. A tutti auguro di poter condividere il desiderio di Erasmo da Rotterdam: ‘O mio Signore, fammi vivere ancora una ventina di anni perché sta arrivando il secolo d’oro’ “.

* Fonte: dalla serie “Il mio eroe” (ottobre 2013), interviste curate da chi vi scrive per Sette, lo storico magazine del Corriere della Sera diretto da Pier Luigi Vercesi e giunte alla 150ma puntata.

Author: admin

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