The Library, un corto che emoziona
e fa innamorare delle biblioteche

Il regista americano Jason LaMotte racconta, in un video emozionante, l’atmosfera romantica delle biblioteche e le storie d’amore che vi possono nascere…

dalla redazione de Il Libraio*

Il regista Jason LaMotte è rimasto profondamente legato alla sua biblioteca di quartiere, a Houston, in Texas, e alla magica atmosfera che vi regnava, tanto da farne un film. The Library è un cortometraggio di venti minuti che vi farà innamorare delle biblioteche e della loro area romantica.

La trama? Emily, una ragazzina di 13 anni, si reca in bici in biblioteca tutti i giorni dopo la scuola. Qui inizia a ricevere dei fogliettini, nascosti sotto ai suoi libri da un ammiratore segreto. Ogni biglietto corrisponde a un libro, in ogni libro è segnato un brano romantico, che la ragazzina legge e si ripete nella mente fino al giorno successivo e all’arrivo di un nuovo foglietto. Chi sarà questo ammiratore amante dei libri? Che sia uno dei due ragazzi che vede regolarmente in biblioteca? A voi la scoperta…

Come ha raccontato il regista al Guardian, il film nasce dal bisogno di esplorare la relazione tra memoria e luogo. Della biblioteca di Houston, il regista ricorda la disposizione degli scaffali, dove si trovavano le sezioni, gli odori, i suoni. E quella biblioteca ha ancora per lui quest’aria di santuario pieno di conoscenza, pieno di storie, tutto avvolto da un senso di quiete e rispetto.

* Fonte: ilLibraio.it. Dalla tradizione della rivista “Il Libraio” è nato questo sito, punto di riferimento sul web per lettori, autori e librai.

A PROPOSITO DI BIBLIOTECHE E BIBLIOTECARI

Quel premio Malkowski

ai guardiani della memoria

che sognai (e continuo

a sognare) per la Romagna

luigi-malkowski

Luigi Malkowski, vice direttore della Biblioteca Classense di Ravenna, scomparso prematuramente nel 2003. A lui è stata dedicata due anni fa la sala di lettura di quella prestigiosa Biblioteca. A questo link le parole pronunciate per l’occasione dal sindaco della città romagnola, Fabrizio Matteucci

C’era una volta a Ravenna uno straordinario dirigente di una storica biblioteca, Luigi Malkowski. Luigi, Gigi per gli amici, era un intellettuale colto e discreto che aveva portato quel granaio della memoria (la Classense), grazie alla della conservazione e agli acquisti, al primo posto in Italia nella graduatoria dei prestiti nazionali. Purtroppo il dardo della morte lo colse prematuramente e impedì che potesse arrivare alla conclusione della sua sognata riforma della biblioteca in un luogo di cultura attiva.

Per questo proposi un giorno del 2007, in convegni pubblici a Ravenna e a Cervia, patria della ventennale iniziativa della locale ASCOM “La spiaggia ama il libro”, un premio che portasse il nome di questo grande bibliotecario romagnolo e che illuminasse periodicamente quell’immenso patrimonio pubblico che sono le biblioteche e i loro spesso oscuri ma sempre dinamici operatori culturali. Ne riepilogo i punti chiave.

  1. Il premio Malkowski è dedicato ai guardiani e promotori della memoria, a quei bibliotecari protagonisti delle storie più affascinanti dell’anno: quelli che hanno promosso la parola scritta; che hanno scoperto inediti d’autore; che hanno dato vita a vecchie memorie… Il premio prende il nome da Luigi Malkowski, già vicedirettore della Biblioteca Classense di Ravenna.. Ogni fine anno una giuria, coordinata dal giornalista e ideatore del premio, Salvatore Giannella, indicherà (anche sulla base delle segnalazioni che arriveranno dai frequentatori delle biblioteche) la terna dei nomi dei vincitori per le tre sezioni: Emilia Romagna, Italia ed Europa. I premi saranno assegnati nel corso di una cerimonia in teatro, che coinciderà con una serata anche di spettacolo, nel maggio di ogni anno.
  2. Il faro Malkowski rappresenterà, invece, una stanza virtuale nel sito della “Spiaggia ama il libro” e una stanza reale in Cervia dove confluiranno, rispettivamente in pdf e in documentazione cartacea, le “opere prime” inedite, quei “refoli di nuovo” nell’editoria di cui Malkowski scriveva nel suo diario. Ogni anno, in settembre, la stanza si aprirà per mostrare le opere prime giudicate migliori dai navigatori in internet, dai centri di lettura della biblioteca di Cervia e, con giudizio finale insindacabile, dalla giuria del premio Malkowski. Le prime tre opere giudicate vincitrici avranno diritto alla pubblicazione in volume. Per la prima annata il tema delle opere, preferibilmente racconti inediti brevi scritti da autori/autrici di età non superiore ai 35 anni, riguarderà “Mare Adriatico e dintorni, luoghi e sentimenti tra memoria e quotidiano”.

All’epoca, 2007, la proposta non fu accolta. Ma chissà che oggi, a otto anni di distanza, qualcuno sulla Riviera adriatica non la adotti. Perché capita spesso che le buone idee all’inizio cadono nell’indifferenza, poi tollerate, infine fatte proprie.

Author: admin

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1 Comment

  1. “La biblioteca? Facciamone un’officina culturale”

    Un contributo per illuminare ancora meglio la figura di Luigi Malkowski, l’ex vicedirettore e responsabile dell’importante sezione delle acquisizioni della Biblioteca Classense a Ravenna: “La biblioteca? Facciamone un’officina editoriale”, questo era il titolo eloquente di un suo articolo del 2001 (!) per la rivista Classense. Un articolo-invito sempre attuale. Vi propongo il brano centrale:

    Uno degli aspetti che da tempo ha definito un ruolo significativo della Biblioteca Classense nei processi di circolazione del sapere (contribuendo anche a radicarla all’interno della comunità di Romagna e a farla conoscere in ambito nazionale e internazionale come centro propulsore di notevole valenza culturale) è l’attività editoriale… Una lunga serie di pubblicazioni fa della Classense non solo luogo di conservazione del patrimonio bibliografico e documentario, ma anche come centro di ricerca e di produzione culturale: un centro capace di coagulare risorse che hanno portato a realizzare opere importanti, destinate a perdurare nella memoria storica e a suscitare nuovi stimoli e nuovi interessi.
     
    È infatti innegabile che una rilevante realtà bibliotecaria come la Classense debba testimoniare la propria esistenza e la propria vitalità non soltanto nell’offerta di servizi sempre più efficaci e al passo con i mutamenti telematici e informatici che stiamo vivendo, ma anche diventando essa stessa promotrice e organizzatrice di eventi e di iniziative capaci di dare esito a pubblicazioni che (calibrate su ben individuate aree tematiche e peculiari itinerari di ricerca) ne trasmettano la memoria e diano all’esterno la misura della sua incidenza nei processi di elaborazione e circolazione della cultura.
     
    Gli ambiti all’interno dei quali si è esplicata e si esplica l’attività di organizzazione e di promozione culturale della Biblioteca Classense e che puntualmente hanno dato e danno luogo a pubblicazioni specifiche possono schematicamente sintetizzarsi nelle mostre, nei convegni e nel coordinamento di studi e ricerche attinenti alla città, al territorio e ai beni culturali in esso presenti…

    Questo era l’uomo che non si è mai preoccupato di propagandare se stesso, preferendo al clamore e all’apparire la stima vera degli amici. Questo il professionista “serio, scrupoloso, sempre sorridente, pulito e senza ombre” (per dirla con chi l’ha conosciuto bene, Franco Gàbici, dirigente della Classense) il cui ricordo ci accompagnerà sempre.

    Manuela Cuoghi

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