Quei 29 piccoli corpi che il mar Egeo riporta
a terra e le domande che non ci faranno più

LETTO & RILETTO / “BAMBINI”

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La copertina di “Bambini”, delle psicoterapeute Alessandra Santelli e Maria Rita Parsi, edito dal gruppo Viator.

Venerdì 30 ottobre, in un doppio naufragio al largo di Kalymnos e Rodi nel mar Egeo, sono morte almeno 22 persone nel tentativo di superare la manciata di chilometri che separa le coste turche dalle isole dell’Egeo: tra esse quattro neonati e nove bambini. Crescono i numeri della strage di bambini, salgono ad almeno 29 i piccoli morti nelle acque greche. Sono 29 bambini, primo fra loro Aylan Kurdi (il piccolo siriano di tre anni morto annegato con il fratellino Galip e la mamma Rihan e sepolto dal padre Abdullah a Kobane, la città martire curdo-siriana dalla quale erano fuggiti per cercare la salvezza verso l’isola greca di Kos) che non faranno più domande al mondo. E quando non ci saranno più domande dei bambini, per il mondo sarà la fine. Per questo sono andato a riprendere in mano un libro letto qualche tempo fa, “Bambini”, delle psicoterapeute Alessandra Santelli e Maria Rita Parsi, edito dal gruppo Viator con la Fondazione Movimento Bambino* e ho tratto, dal cesto della sapienza di bambini di tutto il mondo le 29 domande di bambini che corredano le splendide fotografie. Domande, arricchite dalle nuove che la Parsi ha raccolto nel volume “Le parole dei bambini” (Mondadori 2014) che ci ricordano la rivendicazione di un diritto fondamentale: il diritto all’infanzia, pacificamente rivoluzionario perché conferisce autorevolezza a chi nel mondo, così com’è strutturato, non ha autorità. (s.g.)

  1. Perché il mare fa burrasca?
  2. Perché c’è la guerra?
  3. Perché i guerrieri combattono?
  4. Perché Dio c’è e noi non lo vediamo?
  5. Perché ci sono tanti Dii?
  6. Perché non nasciamo tutti nello stesso giorno?
  7. Perché non è sempre vacanza?
  8. Perché le feste ci sono ogni tanto e non tutti i giorni?
  9. Perché cresco? Si può rimanere bambini per sempre?
  10. Perché c’è una sola domenica a settimana?
  11. Perché i grandi si dimenticano di quando erano bambini?
  12. Perché i grandi non giocano più?
  13. Perché al tramonto il sole si squaglia?
  14. Perché la luna ha tanti spicchi?
  15. Perché ci sono i terremoti? (Il terremoto fa più paura del temporale!)
  16. Perché gli uomini uccidono le donne e i bambini?
  17. Perché i sogni al mattino si spengono?
  18. Perché noi parliamo e gli elefanti, le giraffe e gli uccelli no?
  19. Perché le nuvole sembrano facce e sembrano animali?
  20. Perché i grandi non hanno paura del buio?
  21. Perché se il mare finisce il mondo no?
  22. Perché i bambini sono solo bambini e i grandi sono solo grandi?
  23. Perché la nonna è morta?
  24. Perché la nostra ombra ci segue e non ci parla mai?
  25. Perché sono nata in un giorno di pioggia e mia sorella in un giorno di sole?
  26. Perché non siamo nati tutti nello stesso momento come i cuccioli della Lea?
  27. Perché ti voglio tanto bene?
  28. Perché il sole ci guarda dall’alto?
  29. Perché i passerotti non fanno rumore?

A PROPOSITO/ UN MANIFESTO PER RIPARTIRE

La Carta di Roma per una visione

bambinocentrica delle società del mondo

Un decalogo in memoria del pediatra Giovanni Bollea

e di un urlo di Oscar Wilde: “Una mappa del mondo

che non preveda il Paese dell’Utopia, non merita

neppure uno sguardo”

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La scrittrice, psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi di Lodrone (Roma, 1947). Nota al grande pubblico con la pubblicazione di Animazione in Borgata (Savelli, 1976), Lo scarico (Savelli, 1978), I quaderni delle bambine, ha al suo attivo numerose pubblicazioni di tipo scientifico e divulgativo. Nel 1986 è stata insignita del titolo di Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.

  1. Al centro della continuità della vita sul pianeta sono “la procreazione, la genitorialità e la bigenitorialità responsabili”. I bambini che nascono, i preadolescenti e gli adolescenti che crescono intorno a noi, rappresentano il nostro presente e il nostro futuro sulla Terra.
  2. I bambini, i preadolescenti, gli adolescenti, debbono essere considerati “Persone”. Sono “Persone” a tutti gli effetti, con tutti i loro Diritti all’Infanzia e crescendo, nella preadolescenza e nell’adolescenza, con i loro Diritti e i loro Doveri.
  3. Gli adulti: genitori, insegnanti, educatori, operatori della comunicazione, della giustizia, della spiritualità; scienziati, sportivi, medici, pediatri psicopedagogisti, sociologi, assistenti sociali, psicologi, psicoterapeuti, neuropsichiatri infantili; antropologi, ecologisti ; artisti, musicisti, scrittori e, ancora, economisti, politici, governanti e, soprattutto, questi ultimi, devono, pertanto, tenere innanzitutto conto della “Carta dei Diritti dei Fanciulli e delle Fanciulle” – ONU, New York 1989 – e dei suoi 54 articoli a tutela dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.
  4. Se tali articoli fossero presi in seria considerazione, come formidabile risultato della più alta forma di cultura e umana civiltà, condurrebbero, infatti, alla trasformazione della visione “Adultocentrica” del mondo (che, nel bene come nel male e nel malissimo, è responsabile della costruzione di ogni attuale società e dell’interazione, spesso distruttiva, tra i paesi del mondo) con la visione “Bambinocentrica”.
  5. La visione “Bambinocentrica” del mondo rappresenta, per il pianeta, l’unica vera e ultima Rivoluzione possibile. Ed esclude nettamente ogni confusione, promiscuità e sfruttamento, anche indiretto dei bambini, delle loro potenzialità, dei loro bisogni, delle loro energie, delle loro curiosità, dei loro desideri trasformandoli in consumo di beni materiali, di prodotti nonché nel diretto sfruttamento, a fini di lucro, delle energie, delle potenzialità, delle qualità espressive, della spontaneità e creatività dei bambini.
  6. La visione “Bambinocentrica” del mondo, infatti, ponendo al primo posto il benessere dei bambini, dei preadolescenti e degli adolescenti è, anzitutto, una visione del mondo che nega ogni forma di guerra, persecuzione, alienazione e/o distruzione tipiche di quelle società umane, di quegli usi, di quei costumi, di quelle economie che corrispondono allo sfruttamento esercitato su società più fragili, da società umane e da economie che si considerano più forti e sono dominanti.
  7. La visione “Bambinocentrica” del mondo pone al centro dell’attenzione sociale la Famiglia. In tutte le forme e le trasformazioni che caratterizzano, attualmente, la sua immediata dimensione pubblica, poiché essa è la prima pietra di ogni edificanda, umana società. Alla famiglia, dunque, vanno indirizzati in ordine prioritario tutti gli sforzi e gli investimenti di cui ogni società umana dispone. Pertanto, la famiglia e alla famiglia, debbono essere indirizzati tutti quegli investimenti, possibilità e consegnati tutti quegli strumenti atti a farne di tale primario nucleo (microcosmo) una comunità caratterizzata da piena salute mentale, benessere psicofisico, autonomia economica. Tale benessere deve essere determinato, sostenuto, accompagnato, nel macrocosmo sociale, da progetti mirati e finanziati:
    • » Progetti educativi (scuola);
    • » Progetti sociali (realtà sanitarie locali, centri di assistenza, centri territoriali di ritrovo, di creatività, di informazione e formazione);
    • » Progetti culturali (Centri Culturali Polivalenti, palestre e piscine, circuiti ciclabili, parchi, laboratori territoriali di creatività, scienza, comunicazione, soprattutto, in considerazione delle nuove tecnologie virtuali; educazione psico-corporea, educazione spirituale).

    La realizzazione di tali progetti mirati e finanziati dovrebbe essere in grado di garantire alle famiglie un iter di espressione e di sviluppo che sottolinei, favorisca, diffonda, tuteli i diritti e i bisogni dei minori.

  8. E’ pertanto, evidente che la visione “Bambinocentrica” della società, di ogni società umana, modifica radicalmente la scala di priorità degli investimenti dei governi e si pone, nei confronti della famiglia, della scuola, del mondo del lavoro, della scienza e della comunicazione, della pubblicità, della giustizia, della sanità, della tutela del territorio, della natura e degli animali, in modo totalmente rispettoso del primato dell’infanzia, preadolescenza e adolescenza. Per lo sviluppo di ogni umana, civile cultura e società.
  9. Tutto questo dovrebbe, infatti, determinare nei politici, nei governanti, negli educatori, negli scienziati, negli intellettuali, negli artisti, nei tutori della legge, della comunicazione, della salute fisica, mentale e spirituale, di ogni umana società, un costante impegno, a favorire ogni passaggio di crescita dei bambini e dei ragazzi, attraverso le adeguate competenze e gli indispensabili investimenti. Così da “rivoluzionare” totalmente il modo di vivere familiare e sociale sulla terra e in ciascun Paese del Pianeta. Si intenda, in tal senso: l’utilizzo diverso del tempo, soprattutto quello lavorativo, dei genitori e degli educatori; la ridefinizione di spazi urbani e non, con precisa attenzione alle barriere architettoniche; le relazioni umane a partire da quelle familiari; le forme di comunicazione della tecnologia avanzata, i modelli economici di crescita, le negoziazioni dialettiche, sia all’interno delle famiglie che nel sociale.
  10. La visione “Bambinocentrica” del mondo va, dunque, a colpire gli egoismi, spesso insuperabili, della visione Adultocentrica, e rifiuta la solitudine dolorosissima che tocca ogni bambino privo della guida di adulti amorosi, competenti e affidabili. E’ necessario, infatti, guardare e costruire il mondo intorno a noi con gli “occhi dei bambini”, dei loro bisogni, dei loro desideri, delle loro speranze, della loro fiducia, della loro appassionata ricerca d’amore. Solo così gli adulti potranno creare “un mondo a misura dei bambini”: dei bambini che essi stessi sono stati, che ciascuno di loro porta chiuso nella propria mente e nel proprio cuore e dei bambini che nascono e crescono intorno a loro. Un mondo a misura di bambini che sarà, lo si spera, amoroso, pacifico, ludico, dialettico, sapiente, creativo. Sarà un mondo scandito dal tempo degli affetti, dalla fiducia, dalla speranza, dalla competenza, e dalla ricerca della libertà e del coraggio di nascere, crescere ed essere, alla fine, umanamente felici.

Maria Rita Parsi

presidente Fondazione Movimento Bambino ONLUS *

* La Fondazione Movimento Bambino Onlus ha la sede nazionale in via Giulio Caccini, 3, 00198 Roma, tel. 06.85304778 Fax 06.85303106. Sede di Milano: Viale Tunisia, 42 – 20124 Milano, tel. 02.6705818 Fax 02.66718388. Altre sedi sono in Morozzo (Cuneo), Conegliano e Vittorio Veneto (Treviso), Mazara del Vallo (Trapani). Sito web: movimentobambino.org. La Onlus si avvale del generoso sostegno della Fondazione Ferrero.

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