Una scoperta italiana:
il laser che tiene
insieme sesso e prostata

Mai più in bianco per la prostata grazie al laser che salva il sesso.
Medici di Milano hanno messo a punto un sistema per curare
le principali patologie senza intaccare la virilità. Una svolta per oltre
40 mila italiani costretti a operarsi ogni anno

testo di Alessandro Dell’Orto / Libero*

È un laser totalmente Made in Italy, e già questa è una mezza magia. Quello che incanta però – e ha del miracoloso – è ciò che riesce a fare e, cari uomini, prendete appunti che non si sa mai. Già, perché qui c’è di mezzo la salute e un problema esclusivamente maschile che ogni anno colpisce oltre 40 mila italiani: l’iperplasia prostatica benigna (ingrossamento benigno della ghiandola prostatica), un disturbo che accomuna un uomo su due sui 50 anni e addirittura il 75% degli over 80. E che, quasi sempre, richiede un intervento chirurgico con una serie di conseguenza tra cui la più fastidiosa che manda in crisi – quella che coinvolge la sfera sessuale. Sì, insomma, si diventa meno pronti e potenti a letto. Non ce la si fa più…

iperplasia-prostatica-benigna

L’uso del laser al tullio si sta pian piano estendendo alle principali divisioni di urologia in Italia.

Ma eccola, ora, la magia che tutti aspettavano. Questa rivoluzionaria tecnica (ThuLEP, che sfrutta la precisione del laser al Tullio creato da Quanta System, azienda italiana leader nella tecnologia laser) che proprio ieri è stata mostrata al congresso mondiale di Endourologia di Londra dal professore Luca Carmignani, primario di Urologia all’IRCCS Policlinico San Donato e professore associato presso l’Università degli Studi di Milano. E che – udite udite – manda in pensione il Viagra, per la gioia di vecchietti e nonni che non intendono attaccare al chiodo la passione per la gnocca.

Lo dimostrano i numeri e le statistiche dello studio effettuato dall’equipe medica guidata dal professor Carmignani. Ebbene, i pazienti con un’età media di 67 anni sono stati valutati prima dell’intervento e successivamente a 3-6 mesi: dai dati è emerso che i sintomi urinari postoperatori sono migliorati e non sono state osservate differenze significative nella funzione erettile, che è rimasta la medesima prima e dopo l’operazione. Di più. La percentuale di pazienti che hanno mantenuto l’eiaculazione è aumentata del 52,7% rispetto alla chirurgia convenzionale, utilizzata nei casi di iperplasia prostatica benigna.

“Sono soddisfatto del successo seguito alla nostra sperimentazione di questa nuova tecnologia”, ha spiegato Carmignani. “Grazie a essa è possibile regalare benessere a una ampia fascia della popolazione maschile, che ora potrà vivere una rassicurante continuità della propria attività sessuale. L’utilizzo del laser rappresenta un’innovazione di grande impatto sotto il profilo medico e anche sociale. Fino a due decenni fa chi aveva problemi alla prostata si sentiva un ‘vecchio precoce’, ora invece è possibile risolvere questa patologia con efficacia, senza complicanze e con una degenza minima. Va infatti tenuto conto che i 60enni di oggi sono più attivi rispetto ai coetanei di una volta, quindi un intervento laser rappresenta un beneficio non indifferente”.

Sesso, ma non solo. Oltre ai vantaggi relativi alla funzionalità là sotto, questa tecnologia innovativa rappresenta un ulteriore passo avanti nell’ottica del risparmio per il sistema sanitario nazionale, visto che l’enucleazione (asportazione) della prostata con il laser al Tullio si può effettuare in day surgery (contrariamente ai cinque giorni di ricovero abituali) e poi si è subito liberi di tornare a casa. Pronti per ributtarsi – in gran forma- sotto le lenzuola.

* Fonte: Libero, quotidiano del mattino fondato a Milano nel 2000, nell’edizione del 4 ottobre 2015. Direttore responsabile: Maurizio Belpietro. Web: liberoquotidiano.it

Author: admin

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