Il romagnolo che ha captato il “canto delle Sirene” delle cellule tumorali

Il ricercatore, e musicista, romagnolo Muller Fabbri, pendolare tra Stati Uniti e Appennino forlivese, scopre un linguaggio, finora sconosciuto, utilizzato dalle cellule tumorali per dialogare con le cellule immunitarie e cerca di modificarlo

testo di Tiziana Rambelli* per Giannella Channel

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Muller Fabbri

Le cellule tumorali parlano con le cellule immunitarie e trasmettono loro un messaggio, simile al celebre “canto delle Sirene” per ingannarle e potersi riprodurre. È questa l’ultima scoperta di Muller Fabbri, quarantenne faentino, Assistant Professor al Children’s Hospital di Los Angeles della University of Southern California, negli Stati Uniti, e direttore dell’Unità operativa di Terapia genica dell’Istituto Scientifico Romagnolo per lo studio e la cura dei tumori di Meldola. Esiste un particolare “linguaggio” che le cellule tumorali usano per dialogare con le cellule immunitarie… e il suo obiettivo è quello di interferire in questo dialogo per interrompere lo sviluppo del cancro.

Dopo la laurea in Medicina e il perfezionamento, conseguiti presso l’Università di Pisa, la specializzazione in Oncologia medica ottenuta all’Università di Ferrara, Fabbri dal 2001 ha svolto attività clinica presso il Dipartimento di Oncologia nedica dell’Ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì fino al 2003, quando si è trasferito alla Thomas Jefferson University di Filadelfia dove ha iniziato a collaborare con il laboratorio del prof. Carlo Maria Croce, occupandosi del ruolo dei microRNA nel cancro. I suo studi, a oggi oltre sessanta pubblicazioni sulle maggiori riviste scientifiche internazionali, gli hanno permesso di ottenere, nel 2009, il prestigioso premio Kimmer Scholar Award.

“Il Kimmel Scholar Award”, ci racconta Muller, “è stato un eccellente trampolino di lancio per la mia ricerca e la mia vita professionale. Grazie a questo supporto sono riuscito a generare i dati preliminari che mi hanno portato in una direzione totalmente inaspettata: la scoperta di un meccanismo d’azione completamente nuovo per i microRNA.

Come spesso accade nella ricerca scientifica, tutto è partito da un’ipotesi che cerca di rispondere a un quesito scientifico che lo studioso si pone….
“Poi guardi ai risultati dei tuoi esperimenti e ti rendi conto che invece di una risposta ottieni altre dieci domande”, spiega Fabbri, “che ti portano a scoprire cose nuove che non sospettavi neppure. Nel mio caso, la scoperta di un linguaggio sconosciuto che avviene tra le cellule tumorali e le cellule del nostro sistema immunitario”.

In pratica il ricercatore romagnolo ha scoperto che i tumori sono capaci di produrre delle “lettere” contenenti un messaggio. Quando questo messaggio viene “letto” dai macrofagi (un tipo di cellula immunitaria che dovrebbe combattere e distruggere il tumore), i macrofagi non solo non uccidono la cellula cancerogena, ma la aiutano a crescere meglio, a sviluppare metastasi a distanza e a divenire più resistenti alla chemioterapia.

“Questo linguaggio è mediato da specifici microRNA, rilasciati dai tumori all’interno di piccolissime vescicole chiamate esosomi”, è ancora Fabbri a parlare. “I MicroRNA si legano a un recettore (chiamato TLR8) nei macrofagi e voila’… il gioco è fatto! Quando riceve il messaggio la cellula tumorale riceve dei segnali che ne promuovono la crescita e la resistenza alla chemioterapia!”.

Il futuro della ricerca punta così a fermare questa “chiacchierata malsana” tra cellule. “Il mio laboratorio”, – anticipa – “sta lavorando su come interferire con questo “dialogo” e far sì che i macrofagi svolgano il loro lavoro di difensori contro i tumori, senza essere tratti in inganno dal ‘canto delle Sirene’ delle cellule tumorali adiacenti”

Tutti in una stretta collaborazione tra USA e IRST di Meldola, che ha sempre un ruolo primario in questi progetti. E Muller se ne intende di “interpretazione”, non solo genica… visto che la sua grande passione oltre alla ricerca, è la musica. Studia composizione, armonia e contrappunto e continua (ha ricevuto riconoscimenti anche in questo campo) lo studio di violino e viola. A Hollywood partecipa come secondo violino ad un quartetto d’archi.

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Muller Fabbri, il giovane faentino pendolare tra la California e Meldola, sull’Appennino forlivese, circondato dai suoi compagni di lavoro e con l’oggetto della sua passione: il violino.

Altri progetti scientifici con l’Italia… tutti “made in IRST” di Meldola. “Sto per inviare un lavoro molto importante interamente realizzato con l’Istituto tumori di Meldola, a un giornale scientifico di primissimo piano. Questo lavoro descrive per la prima volta il meccanismo d’azione di un altro gruppo di RNA, diverso dai microRNA… Purtroppo non posso raccontarvi ulteriori dettagli su questo studio, ma c’è molta attesa nel mondo scientifico per questi risultati. Sono sicuro che questa scoperta aprirà il campo a molte altre indagini di questo tipo e, soprattutto, fornirà le basi biologiche per l’identificazione di nuovi farmaci anti-tumorali”.

In bocca al lupo a Muller, cervello d’esportazione e novello Ulisse, che sta studiando i meccanismi per resistere al canto delle Sirene tumorali!

tiziana-rambelli* Tiziana Rambelli, laureata in lettere moderne, una passione per la chitarra e la storia della medicina, è responsabile dell’ufficio comunicazione della Ausl Romagna-Forlì. Dal 2009 è iscritta all’UGIS (Unione Giornalisti Scientifici).

Author: admin

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3 Comments

  1. Muller, è emozionante leggere un articolo così su una persona che si conosce bene. Oltre ai complimenti, che sono scontati, un ringraziamento infinito per tutto quello che stai facendo. Continua così, abbiamo troppo bisogno di persone come te… molto rare!!! Per tutti gli aspetti che ti rappresentano… sei il nostro orgoglio italiano… anzi orgoglio romagnolo!
    Un abbraccio grandissimo da me, Letizia e Filippo

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  2. Che meraviglia di racconti, di storie, di cultura e umanità!

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