L’Italia cambia pelle

SEGNI DEI TEMPI

testo di Roberto Pazzi* per QN

Una nazione è un corpo umano che muta. Così cambiano lingua, economia, costituzione politica, posto nelle relazioni internazionali. Il processo è alla base dello smarrimento di una persona che viva fino a cento anni: sopravvive in un mondo diventato estraneo.

Quel che è toccato a noi, di tale inesorabile legge del divenire, è assistere però a un mutamento che non ha paragoni, nella nostra Storia. L’Italia infatti muta colore. L’Italia cambia pelle. Mai era accaduto dall’epoca delle invasioni barbariche. L’emigrazione sempre più forte dall’Africa e dall’Asia, l’infiltrazione dall’ex Unione Sovietica di popolazioni asiatiche, in questi ultimi anni si palpano visibilmente, cambiando il sembiante, il visibile volto del Bel Paese. Tutti noi abbiamo avvertito questo scivoloso mutamento verso una realtà che pare accoglierci in un mosaico, come una tessera insieme alle altre. È così che muta la nostra identità.

Basta girare per le grandi città, a Roma, a Milano, a Torino, a Bologna, per avvertire un senso di spaesamento, soprattutto degli anziani. I quali meno possono metabolizzare il mutamento, avendone già assorbiti troppi, dalla caduta del fascismo a quella del comunismo. Non è un caso che un sindaco del Pd, di recente, abbia pensato a un autobus per soli rom, da affiancare a quello regolare, per collegare il centro a un nucleo abitativo degli stessi, senza rendersi conto del paradosso di proporre quel che voleva Bossi anni fa: riesumare la terza classe nei treni per i soli extracomunitari.

Ma non cambia solo colore l’Italia, per usare finalmente il nome che merita la nostra terra, che i politici si ostinano sempre a chiamare invece «questo paese». Si sta infatti anche svuotando il tradizionale serbatoio demografico del Sud. Quello, per intenderci di un film mitico come «Rocco e i suoi fratelli», dove la portiera commenta a Milano, la venuta della numerosa famiglia dal Sud, con una sola sprezzante parola: «Africa». Il rapporto Svimez ci dice che nel 2013, nel Sud i morti superano i nati, un risultato negativo simile a quelli del 1867 e del 1918. Muore così la favola che più ci identificava nell’immaginario del mondo, nel film «Un matrimonio all’italiana». Con la Loren mamma napoletana di tre figli da padri diversi, che non vuole dividere dando a uno solo il legittimo cognome di Soriano (impersonato da Marcello Mastroianni).

roberto-pazzi_miniRoberto Pazzi, poeta e romanziere ferrarese tradotto in 26 lingue, ha pubblicato questo commento dopo che il Rapporto Migrantes ha reso noto che nel 2013 94.126 italiani sono emigrati per cercare lavoro e una vita migliore all’estero e che nel 2065 ben 14 milioni di cittadini in Italia saranno di origine straniera (fonte: Istat). Tra le opere di narrativa di Pazzi: “Cercando l’Imperatore” (1985, premio Selezione Campiello), “Vangelo di Giuda” (1989, super premio Grinzane Cavour), “La città volante” (1998, finalista premio Strega), “Conclave” (2001, premi Scanno, superFlaiano, Comisso). Ha esordito in poesia con una silloge arricchita da una prefazione di Vittorio Sereni nel 1970. Seguirono poi le raccolte “L’esperienza anteriore” (1973), “Versi occidentali” (1976), “Il re, le parole” (1980), “Calma di vento” (1987, premio Montale ), la scelta antologica “Il filo delle bugie” (1994) e “La gravità dei corpi” (1998, premio Frascati ) . La sua poesia compare sull’“Almanacco dello Specchio” Mondadori 1981, e su varie riviste e antologie italiane e straniere. Già penna del Corriere della Sera e del New York Times, è opinionista di QN (Il Giorno, Il Resto del Carlino, La Nazione).

Author: admin

Share This Post On

1 Comment

  1. Bellisimo articolo,condivido tutto specialmente il passaggio in cui si fa riferimento allo spaesamento delle persone anziane di fronte al incontro di diverse culture e popoli

    Post a Reply

Submit a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pin It on Pinterest

Shares
Share This

PASSAPAROLA

Se questo articolo è stato di tuo gradimento, consigliane la lettura anche ai tuoi contatti

Shares