Liberi di essere bambini: l’Asilo nel Bosco, storia di un giardino incantato

testo di Sabina Bello

Tra concentrazione e spensieratezza la vita ne “L’Asilo nel Bosco” di Ostia Antica prosegue.

In un tempo brevissimo l’esistenza di questo progetto pilota sta muovendo opinioni favorevoli da tutta Italia e il diffondersi di un modello educativo come questo potrebbe essere un chiaro segnale verso un modo di crescere più sano, oltre che più felice, per i nostri bambini.

Proprio per cogliere quest’onda di movimento e interesse nelle giornate del 7, 8 e 9 novembre si terrà il primo corso di formazione e informazione sull’asilo nel bosco, per condividere l’esperienza che ci ha permesso di arrivare a questo punto, con l’augurio che presto possa diffondersi in Italia.

Terminati i preparativi operosi, all’Asilo nel Bosco di Ostia Antica sono diventati realtà la casetta sull’albero, la corda per saltare, il ponte segreto e i vari utensili. Il tocco più importante è stato quello dei bambini.

La stellina più piccola non ha ancora due anni, mentre la più grande cinque e a far merenda sul prato sono presenti tutte le gradazioni intermedie. I bimbi, con la loro coinvolgente allegria, non hanno aspettato un attimo prima di gettarsi, esplorando con sguardi meravigliati questo pezzo di mondo dove l’erba è più alta di loro e ci si può rotolare dentro, si raccolgono i pomodori dall’orto e tutto ciò che di commestibile c’è in circolazione e dopo pranzo si portano gli avanzi al maiale, alle galline e alla capretta. Qui una passeggiata può condurre in mille mondi diversi: a raccogliere il tesoro delle pannocchie, a nascondersi fra i rami, a vedere i cavalli, a mangiare i fichi e le more…

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Formazione e informazione. Nelle giornate del 7, 8 e 9 novembre si terrà il primo corso di formazione e informazione sull’Asilo nel Bosco.

È un mondo semplice quello che racconto, perché così sono le cose dei piccoli che con la loro semplicità affrontano i primi grandi passi sul cammino per imparare ad essere umani. Ammiro il loro coraggio, perché non esitano davanti alla vita, si gettano e fanno, senza scandalizzarsi dei rametti, delle zanzare, parlando con gli insetti, toccando la terra, il mondo, gli alberi con le mani, con i piedi, con il naso e tutto il loro essere. Per questo mi inchino davanti a loro, al loro tocco, alla loro curiosità, invettiva, stupore, gentilezza.

Se un bambino di nemmeno tre anni è capace di affrontare il distacco dai genitori, allora in cambio sento profonda la responsabilità di dargli un mondo che meriti di essere esplorato. Anche per questo riteniamo “L’Asilo nel Bosco” una possibilità unica di crescita. Spesso negli asili settembre rappresenta un mese burrascoso perché coincide col momento in cui i bambini si ambientano nella nuova situazione. Qui è stato l’ambiente stesso che ha attutito e addolcito questo momento così importante, con quella delicatezza con cui giusto la natura talvolta sa fare. Quello che regna qui è un clima dal fare sereno.

Col cuore ringrazio anche i genitori, anello così importante per trasmettere tranquillità ai bambini, e ringrazio la loro fiducia, così grande da credere che una possibilità di crescita come questa potesse esistere davvero, anche attraverso i loro sforzi e qualche sacrificio. Un fare sacro.

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“Curiosità, invettiva, stupore, gentilezza. I piccoli affrontano i primi grandi passi sul cammino per imparare ad essere umani.”

È bello giocare senza fretta. Camminare immersi nella natura e vedere quando i bimbi iniziano a correre, ti superano e… continuano. Possono continuare a correre perché non ci sono confini e sono in uno spazio più grande di quanto loro possano riuscire a correre. Può far sorridere, ma è significativo: come una pianta non può crescere bene in un vaso stretto, così una bambina in un mondo vasto e spazioso potrà conoscere le sue capacità e sbocciare in tutti i suoi talenti più che in una stanza dalle pareti anguste! All’aperto un bambino pone le proprie sfide sempre al massimo delle sue capacità. Non solo: nel verde, in contatto con la terra, con il silenzio e con le risa, si impara a respirare, perché nel mondo c’è respiro e questa esperienza è alla base di tutte le altre che faremo.

In questi giorni abbiamo preparato il fagotto con cui iniziare il viaggio: dipingere con colori naturali, giocare agli indiani danzando attorno a un fuoco vero, lavorare l’argilla, salire sulle balle di fieno, riempirsi le mani di acqua, terra, sabbia, provare le tute da pioggia, cantare e mangiare insieme, sperimentarsi in equilibri sottili.

Come tanti fili, iniziano già a tessersi i legami d’amicizia e le nuove conoscenze. Così, camminando, capita di darsi per la prima volta la mano, grandi e piccoli si mischiano, i primi sguardi complici si incontrano e si aiutano, si mettono d’accordo.

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“Spesso negli asili settembre rappresenta un mese burrascoso perché coincide col momento in cui i bambini si ambientano nella nuova situazione. Qui è stato l’ambiente stesso che ha attutito e addolcito questo momento così importante, con quella delicatezza con cui giusto la natura talvolta sa fare. Quello che regna qui è un clima dal fare sereno.”

Ogni bambino ha diritto a vivere la bellezza, perché ne dona con la sua presenza. Quello che come educatori abbiamo la responsabilità di custodire è proprio un giardino, quello segreto dell’infanzia. Dobbiamo proteggerli, perché queste prime esperienze, queste tinte con cui si incontrano toccheranno la loro anima e abbiamo in questo momento la possibilità rara e preziosa di tutelare, mostrandole, le sfumature.

Il primo giorno d’asilo guardandomi intorno ho pensato che non avevo mai visto tanti bambini sorridenti e sereni: questo crea nell’ambiente una gioia particolare, quasi una luminosità, segno che l’incanto del luogo funziona. Custodire un asilo nel bosco significa prefiggersi di alimentare quel fuoco che ne ha illuminato i sorrisi.

Author: admin

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