Un’altra poliziotta suicida in questura: uno stillicidio di morte sulle coscienze (e una riforma colpevolmente disattesa)

testo di Ennio Di Francesco* per Giannella Channel

Uno dei tanti sindacati di polizia (ma quanti sono?) con un “comunicato” informa, azzardandone la causa, che una Agente di polizia di 47 anni, sposata e madre di una ragazza di 13, si è uccisa in Questura a Pesaro, sparandosi con la pistola d’ordinanza. Maria Rosaria Caruso, originaria della provincia di Benevento e residente a Fano, prestava servizio nella sezione anticrimine.

I ministri e i capi succedutisi alla guida della Polizia facciano un’analisi di coscienza; così i sindacati che hanno tradito l’essenza della rappresentanza! Qualcuno forse ricorderà il “libro bianco” con cui il Movimento democratico dei poliziotti ancora prima delle legge 121/81, investendo anche psichiatri, medici e sociologi, denunciava le condizioni di malessere, di stress fisico e psichico tra i tutori dell’ordine. Ne scaturirono diritti per “tutti i tutori dell’ordine”, al di là delle divise (salari più decenti, orari di lavoro più rispettosi, maggiore dignità). Certo, nessuna ricetta sicura contro il “male oscuro”, ma analisi e tentativi per cercare di prevenirlo; una via fatta di più attenzione, rispetto, da parte dei Capi verso il personale. Amarcord, qualcuno dirà! Vergogna rispondiamo, signori ministri, politici, vertici di polizia, prefetti, comandanti, generali, capetti sindacali! Avete dimenticato lo sfruttamento fatto sistema, i trasferimenti ricattatori, gli sciacquini obbligati, le famiglie illegittime dovute al limite di 28 anni per il matrimonio di carabinieri, poliziotti, finanzieri?

Anche per questo ci fu la riforma della 121 del 1981 (link): migliorare l’organizzazione di polizia e le condizioni di vita e dignità per “tutti i tutori dell’ordine”. Quella riforma che è stata da voi disattesa e ora si vuole definitivamente affossare!

Questa Poliziotta si aggiunge al Carabiniere, al Finanziere, all’Agente penitenziario, suicidatisi pochi giorni fa; agli oltre 10 tutori dell’ordine nell’ultimo mese, quasi cento nell’anno! Uno stillicidio di disperazione e morte, nel silenzio assordante di una classe dirigente, governativa, politica e sindacale, che chiede a questi Servitori dello Stato sacrifici in logoranti condizioni lavorative piene di rischi, difficoltà e umiliazioni.

Ciao Maria Rosaria. Una preghiera per te, per tutti. Uno struggente pensiero per la tua piccola. Condivida chiunque senta spirito di fratellanza e misericordia.

Maria Rosaria Caruso, la poliziotta suicida nella Questura di Pesaro dove prestava servizio nella sezione anticrimine

Maria Rosaria Caruso, la poliziotta suicida nella Questura di Pesaro dove prestava servizio nella sezione anticrimine.

Ennio Di Francesco* Ennio Di Francesco, già ufficiale dei carabinieri e funzionario di pubblica sicurezza, figlio di maresciallo dei carabinieri morto per infermità in servizio, tra i promotori del movimento di democratizzazione della polizia, è autore del libro “Un Commissario scomodo” con prefazioni di Norberto Bobbio e Gino Giugni e del recente “Radicalmente sbirro”, intervista con il giornalista Rai Walter Vecellio (Noubs editore), con testimonianze di Marco Pannella e di don Andrea Gallo. E’ un uomo dello Stato che ha avuto una vita difficile per la sua intransigente fedeltà alle istituzioni della Repubblica.

Per approfondimenti: enniodifrancesco.it

Author: admin

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1 Comment

  1. Un’altra vicinanza da offrire ad una famiglia. Quante vicinanze ad agenti caduti in servizio!!!!!!! Nel mentre lo Stato si avvicina in quel giorno di funerale per poi, come lepre, fuggir verso i lauti compensi che in nessuna percentuale voglion riversare sui fedeli alla Patria.
    Peccato! Ciao Maria Rosaria, potevi esser sempre più utile e fedele ai cittadini

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