Sapessi quant’è strano
esplorare con Giacomo
il dna del Bello a Milano

di Valentina Guzzardo*

La caledoscopica ricerca sui colori dell’officina creativa milanese Streamcolors di Giacomo Giannella e Giuliana Geronimo apre nuovi scenari capaci di dare linfa vitale ai mercati più creativi del momento: dall’Interior Decoration al Design, all’Arredo, al Digital Sinage, al punto vendita. Tenetevi forte, arrivano i Giganti della Glamour Technology

Il Gigante scelto da Kean Etro per rappresentarlo

Il Gigante scelto da Kean Etro per rappresentarlo

Un ritratto di Giacomo Giannella, 34 anni, ideatore di Streamcolors

Un ritratto di Giacomo Giannella, 34 anni, ideatore di Streamcolors

“La sperimentazione sui colori, che utilizza la Digital Art per scomporre la realtà, nasce dalla mia passione per la computergrafica e per l’estetica in generale… mi interessa come decodifichiamo in maniera personale quello che vediamo.
La domanda da cui sono partito fu: cosa ci fa dire che una cosa è bella? La mia risposta: l’insieme di elementi-colore che portano in sé l’essenza dell’immagine, anche quando di essa si arriva a trattenere un solo dettaglio. Lo scatto di una farfalla, di un fiore, di un tramonto – decodificato, ridipinto, sintetizzato nei colori della propria identità – porta in sé il dna del bello anche quando diventa immagine astratta e non più rintracciabile, quasi smaterializzata. Fotografare, scomporre e ridipingere a monitor – ecco quello che faccio – gioco col colore attraverso effetti virtuali ma lo scopo finale è trasformare questa ricerca in oggetti reali, che si possono toccare”
. E’ così che Giacomo Giannella – classe 1979 e video game Art Director – presenta il proprio progetto, all’apparenza futuristico. Affinché possiate comprenderlo è meglio partire da esempi concreti perché per volare bisogna continuare a tornare a terra: la spinta viene da lì.

Ed è infatti nel territorio, nella materia, nel reale che affonda le proprie radici la ricerca su colori e texture dell’ideatore di Streamcolors**, iniziata otto anni fa a Sydney, in Australia, insieme alla moglie coetanea Giuliana Geronimo, esperta di nuove tecnologie della comunicazione e dottore di ricerca in Storia e Informatica. “L’obiettivo del progetto Streamcolors è attuare una vera e propria rivoluzione del mondo dell’arte digitale trasformando ciò che vediamo in flusso di colori”, chiarisce Giacomo, “che può essere applicato alla produzione digitale, alla stampa su muro, alle piastrelle in ceramica… Si tratta di un concetto innovativo di fare arte destinata all’Interior Decoration, al Design, all’Arredo, al Digital Sinage, alla Moda, a performance di coinvolgimento anche sul punto vendita. E’ possibile unendo grafica tridimensionale, fotografia e pittura digitale”.

L’immagine di una coppia rielaborata con effetti Streamcolors per essere applicata al muro di una casa del tutto personale

L’immagine di una coppia rielaborata con effetti Streamcolors per essere applicata al muro di una casa del tutto personale

La tonalità AlpiWood della nuova linea Modern

La tonalità AlpiWood della nuova linea Modern

Lo dimostrano sinergie di rilievo come quella con Alpi, leader dei legni di design: da settembre utenti di tutto il mondo, tramite social network, stanno votando on line 20 differenti combinazioni Streamcolors di 3 colori. Le 4 texture che riceveranno più likes andranno in produzione a fine anno per le nuove collezioni Modern e Baby. Il legno pregiatissimo di Alpi è stampato con la stessa tecnica dell’affresco digitale.
Così come si può fare sui caloriferi, che possono colorarsi delle nuances del proprio salotto: basta fotografarlo, trasformarlo in patterns decodificandone un fotogramma scelto, declinarlo con simmetrie o effetti diversi, ridipingerlo a monitor e farne un file pronto per l’applicazione.
“Prima di aprire un business creiamo dei cataloghi virtuali che vengono messi on line sul sito dei Brand partners”, spiega Giacomo. “Ne abbiamo fatti per marchi importanti, anche legati all’Interior. Nel comparto Design partiremo nel 2014 proponendo serie legate ai nostri progetti e anche dando al cliente la possibilità di mandarci foto di partenza o interagire venendo all’officina creativa di Via Vela, 8 a Milano, a due passi da piazzale Loreto. Le applicazioni sono: tatoowall, pannelli su tela, oggettistica (collaboriamo con una società spagnola per colorare le cover degli Iphone). La virtualità ci aiuta perché evita di produrre 100 pannelli per farne scegliere uno a campione e vedere se piace: grazie alla computergrafica ne ideiamo 1.000, ne facciamo scegliere 10 agli utenti di Facebook, Instagram, Twitter, Pinterest e solo a quel punto si mette in moto la produzione, con sicuro successo. Sperimentiamo la stampa su materiali diversi e nuove formule di vendita: a Dongo, sul lago di Como, abbiamo conosciuto una piccola realtà che stampa tazze e, dato che ci interessava la stampa su ceramica e capirne la resa dei nostri colori (nati per il monitor) – abbiamo fatto delle prove utilizzando i concept che condividiamo con oltre 11.000 utenti su Instagram e la tenuta delle tonalità è davvero fedele. Così è iniziata una collaborazione: io fornisco il file, loro lo trasformano in pellicola che viene cotta a forno rilasciando i colori sulla materia come un trasferello. A partire da gennaio 2014, comprando una piastrella Streamcolors, la si troverà confezionata insieme a un libro che spiega come è nata. In questi casi una produzione su grande scala è utopica ma sperimentazioni simili attengono al mercato d’elite; quello digitale classico ci aiuta a soddisfare le esigenze dei più. Vogliamo dare a chiunque la possibilità di colorare di sé il proprio ambiente, quindi abbiamo creato uno spettro d’offerta che va dal molto economico al molto lussuoso”.

I mix cromatici dei concept AlpiWood/Streamcolors, in gara on line, arrivano da un altro progetto sperimentale vincente, quello con lo stilista Kean Etro. La sua collezione uomo primavera-estate 2013 – presentata in un catalogo impostato come quelli di arte contemporanea, affiancando a ogni abito l’interpretazione artistica digitale Streamcolors – è il miglior esempio per capire meglio il lavoro di Giannella.

La foto dello stilista italiano Kean Etro decodificata Streamcolors

La foto dello stilista italiano Kean Etro decodificata Streamcolors

Il caso Kean Etro. Tra i primi sperimentatori della Glamour Technology (G-Tech, la G è una costante fissa nei nomi di Giacomo Giannella, mio figlio, e Giuliana Geronimo, anche i loro figli hanno nomi che cominciano con la G: Guido e Giulio, Ndr) è stato l’italiano Kean Etro, che ha navigato interattivamente (grazie a complessi software 3D) dentro i colori estratti dalle fotografie dei suoi abiti, scegliendo a braccetto con Giacomo le porzioni di immagini che lo ispiravano di più (concept) e modificandole con effetti (simmetrici, caledoscopici, a spirale). Le nuove grafiche emerse (texture) non sono che un frullato dei colori dell’immagine d’ispirazione (decodificazione in stile Streamcolors) e a questo punto vengono appoggiate su sagome chiamate Giganti, declinazioni di forme della natura che derivano da codici di trattamento dell’immagine a livello matematico grazie a effetti matematici 3D. Il risultato: questi complessi e bellissimi modelli tridimensionali, rivestiti con i colori estratti dalle foto di ogni abito, sono andati in catalogo, ad affiancare il modello di vestito corrispondente.

Nel catalogo di Kean Etro per la collezione uomo primavera-estate 2013 ogni abito è affiancato all’interpretazione artistica digitale Streamcolors.

Nel catalogo di Kean Etro per la collezione uomo primavera-estate 2013 ogni abito è affiancato all’interpretazione artistica digitale Streamcolors

“Mi ha contattato un artigiano che lavora vetro e metallo e vorrebbe riprodurre i Giganti”, racconta Giacomo, “ma sono talmente modulari che è difficile farne una copia esatta a occhio infatti, l’evoluzione naturale di Streamcolors, per una materializzazione sempre più concreta delle forme, avverrà in un futuro prossimo grazie alle possibilità date dalle stampanti digitali 3D. Intanto i Giganti abitano già la realtà, protagonisti dell’ultima sfilata di Kean Etro al Palazzo del Ghiaccio di Milano: una performance immersiva simile a un’istallazione d’arte che ha fatto il giro del mondo. I Giganti, diventati un filmato grazie all’animazione a computerizzata, sono stati proiettati su una scenografia circolare di 120×10 metri, sovrapponendosi alle vesti incarnate dai modelli che incedevano al ritmo delle sonorità di uno sciamano messicano. Un vero e proprio evento artistico, per una collaborazione che prosegue negli allestimenti vetrina con dipinti digitali Streamcolors dei negozi Kean Etro a Milano e la mission di creare insieme nuove piattaforme creative in linea col claim della società di Giacomo Giannella: ‘progettare i colori, colorare i progetti’, dimostrando in ogni momento che ciò che sembra astratto in realtà è estratto: dalla natura, da una foto di famiglia, da un dipinto del Cinquecento, dalla realtà del territorio come un panorama, un palazzo, uno scorcio.

Un Gigante nato dal mix di colori dell’abito Kean Etro

Un Gigante nato dal mix di colori dell’abito Kean Etro

Web, Interior e i Bidimensionali Up&Down. “Streamcolors nasce come un modo di rivedere le cose, le immagini: esplorandole da dentro per trovare il proprio punto di vista, astrarlo e con esso colorare il proprio ambiente o vestire un oggetto d’arredo. Chiunque può giocare a farlo. Sul web (streamcolors.com) abbiamo creato un’istallazione interattiva (chiamata: We Create!) che offre un’esperienza di navigazione innovativa. Provate, è più facile farlo che spiegarlo: navigate, trovate il dettaglio che vi piace, confermatelo e inviatemelo: lo ridipingerò facendone un file che potrete usare per la nuova parete della vostra camera da letto… Se preferite, posso ritagliare e ridipingere quel pattern di cui vi siete innamorati, stampandolo su siluettes di legno sagomato chiamate Bidimensionali Up&Down – oggetti d’arredo unici (perché sempre diversi, in quanto lo sfondo è la reinterpretazione di immagini personali del cliente) che possono essere appesi come un quadro oppure posizionati ovunque a impreziosire l’ambiente – nati dall’incontro con l’artista Fulvio Martini, che ha giocato con me a unire le proprie sagome bidimensionali a forma d’uomo allungato ai miei sfondi colorati”.

I Bidimensionali Up&Down sono il nuovo trend tra gli oggetti d’arredo

I Bidimensionali Up&Down sono il nuovo trend tra gli oggetti d’arredo

“Rappresentavo l’Umanità odierna come figurine ritagliate nella carta, prive d’anima e spessore”, racconta Fulvio. “Insieme a Giacomo le abbiamo riempite di colori, ridandogli dimensione e Spirito, con curiosità (che è ciò che fa andare avanti), fantasia (porta oltre i limiti) e gioco, che vuol dire essere sempre pronti a mettersi in gioco…”. “Attualmente”, riprende Giannella, We Create! è una sperimentazione aperta, il sito con tutte le sue potenzialità verrà battezzato nel 2014. Al momento è un contenitore, serve per capire dove giocare per seguirci: su Instagram per i colori, su Fb per le mostre e i dipinti digitali, su Pinterest per una visione di tutti i nostri progetti. Quindi, in realtà, il sito non ha contenuti, sono i Social che li hanno. Il sito offre delle esperienze interattive e diventerà un laboratorio creativo dove la gente potrà giocare con la grafica tridimensionale. Due anni fa ho rinunciato all’incarico per un business di lusso decidendo di condividere tutto questo sulla rete. L’approccio è stato vincente perché è come avere una mostra virtuale on line, che ha già raccolto 26mila likes e che tra dieci anni conterrà più di 20mila file grafici in creative commons, come la musica. La cosa interessante è che le persone riescono a identificare il bello anche se lo scomponi. Dall’anno prossimo trasformeremo questa community in un team, coinvogendola più direttamente nella selezione del materiale da produrre con i brand: i più votati saranno i concept che proporremo alle aziende. La gente ha bisogno un playground in cui giocare, occorre dare occasioni di partecipazione perché ce n’è la necessità, lo dimostra il fatto che lo share, il condividere, mi ha messo in contatto con tantissime realtà e persone, come Sergio Curtacci (direttore del magazine di arte contemporanea online Frattura Scomposta), Ivan Quaroni (Circolo Quadro), Fulvio Martini, Carlo Cofano, il cantante Albano Carrisi, Vanni Cuoghi, Vania Elettra Tam, da cui sono nate splendide evoluzioni del progetto”.

La sagoma Bidimensionale di Fulvio Martini vestita dei colori di Lecce

Qui e in basso, le sagome Bidimensionali di Fulvio Martini vestite dei colori di Lecce

Streamcolors Meets…: The Journey. Figlio di tanti incontri è The Journey, il racconto video (fatto d’immagini in movimento destrutturate alla Dalì) dei territori che accolgono la mostra itinerante nazionale “Aliens, le forme alienanti del contemporaneo” organizzata da Frattura Scomposta con i bidimensionali di Fulvio Martini vestiti dei colori del luogo. “Invece di presentare le opere viaggiamo con loro e, due settimane prima dell’evento, fotografiamo il luogo e il viaggio per raccontarlo, frullando tutto (video, fotografie, dipinti digitali, interviste, suoni incontrati) fino a produrre una performance-installazione multimediale guardando la quale sembra di avere gli occhi dentro un caledoscopio. Lo scopo”, sintetizza Giacomo, “è creare una testimonianza visiva del luogo, che partendo dagli scatti dei suoi palazzi, delle sue strade, dei suoi abitanti si sintetizzi in un flusso di immagini-colori che smaterializza le forme della realtà traducendo l’emozione che quei palazzi, quelle strade, quelle persone comunicano e facendo nascere un effetto stupore che arriva alla pancia…In questo modo la gente riconosce la propria identità, c’è un’immersione, si abbatte la prima soglia di avvicinamento e scopriamo storie altrimenti perse per sempre”.

1Il Viaggio, arrivato l’estate scorsa a Lecce, si propone di rintracciare realtà antiche di cui conservare memoria per collegare l’Italia a Milano, creare piattaforme di collaborazione, programmare sinergie portando nei prossimi anni artisti diversi a lavorare insieme sul territorio.

Fra gli ultimi progetti artistici collaborativi c’è “Oltre il buio c’è il colore” un video 3d e un’installazione interattiva che ha proposto ai partecipanti un viaggio suggestivo e interattivo per scoprire nuovi punti di vista e il Reale secondo Streamcolors. Il progetto ha debuttato il 30 agosto scorso ai Cantieri OGR di Torino durante la prima tappa del festival itinerante dedicato alle arti “Hai paura del buio?” ed è stato replicato a Milano dal 5 al 12 ottobre presso la Streamcolors House in occasione della Settimana del Contemporaneo.

 
 
 

* Fonte: numero di ottobre 2013 di Graph Creative, mensile di comunicazione visiva del Gruppo Il Sole 24Ore. Lo stesso numero è sfogliabile on line (link).

** STREAMCOLORS HOUSEvia Vela, 8 – 20133 Milano. Per saperne di più su Streamcolors: Giuliana Geronimo, Media Relations and Project Managercell. 339-1268833. Web: www.streamcolors.com (in aggiornamento)

Author: admin

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