La mia prima volta allo stadio, per il calcio che nobilita l’uomo. L’Italia-Francia con qualcosa in più

di Daniele Paganelli*

La Nazionale Italiana Amputati, che il 5 ottobre ha sfidato la Francia a Cremona

La Nazionale Italiana Amputati, che il 5 ottobre ha sfidato la Francia a Cremona

Il piovigginoso sabato 5 ottobre 2013, a Cremona, fu la prima volta che misi piede in uno stadio per assistere a una partita di calcio. Trent’anni appena compiuti. È da registrarsi anche il primo incontro calcistico seguito dall’inizio alla fine, saluti alle autorità, inno e convenevoli finali compresi.

Come raro esempio di italiano per il quale il calcio significa, ad alto livello, scandali, corruzione e cattivi esempi, e, a basso livello, amici con le ginocchia rotte, compagni che si trasformano in nemici spietati e fallosi, e in genere dannosa esaltazione dell’inutile aggressività adolescenziale, non dovrei permettermi di scrivere nulla al riguardo.

Il fatto è che l’incontro di sabato tra le Nazionali Italia e Francia non è stato “normale”. Non era il calcio di tutti i giorni: i giocatori avevano qualcosa in più, e anche le regole mi sembravano diverse.

La voce del “grande vecchio” delle telecronache Rai, Bruno Pizzul, la sua telecronaca coinvolgente ed emozionante, ogni tanto mi ingannava e così credevo di assistere a una partita “normale”. Ma non c’era quasi nulla del calcio “normale”.

La coordinazione, l’agilità, la forza d’animo di questi giocatori non l’ho mai vista in un campo “normale”. Sembravano acrobati, più che calciatori!
Anche lo spirito che pervadeva la tribuna e il campo di gioco è stato una sorpresa inaspettata.
I giocatori avversari spesso si sorridevano e si incoraggiavano. Non mancava mai che si tendessero la mano per risollevarsi da terra, dopo essersi sincerati che andasse tutto bene. Un attaccante francese, riconoscendo di aver goduto di una punizione meritata solo per una sfortunata azione involontaria dei nostri, ha perfino restituito la palla al fischio dell’arbitro. Il tifo incoraggiava le belle azioni quando si dispiegavano in campo, indipendentemente dalla squadra che le firmava. Certo, l’incitamento per i nostri era forte, ma non sono mancati sonori applausi anche ai francesi.

Reggio Emilia, 27 ottobre 2012  - Francesco Messori, 14enne di Correggio, dopo aver incontrato il campione del Barcellona, Lionel Messi, oggi ha coronato un altro sogno: è stato ospite della Roma a Trigoria (guarda le foto) e ha conosciuto Francesco Totti, assieme al resto della rosa, e domani sera entrerà in campo prima del calcio d’inizio dell’incontro con l’Udinese. Francesco Messori è nato senza la gamba destra, grazie al Centro Sportivo Italiano è riuscito a far modificare le normative ottenendo il via libera a giocare a pallone in una squadra di normodotati e scendendo in campo con le stampelle (fonte: il Resto del Carlino)

Reggio Emilia, 27 ottobre 2012: Francesco Messori, 15enne di Correggio, dopo aver incontrato il campione del Barcellona, Lionel Messi, ha coronato un altro sogno: è stato ospite della Roma a Trigoria e ha conosciuto Francesco Totti, assieme al resto della rosa.
Francesco Messori è nato senza la gamba destra, grazie al Centro Sportivo Italiano è riuscito a far modificare le normative ottenendo il via libera a giocare a pallone in una squadra di normodotati e scendendo in campo con le stampelle (fonte: il Resto del Carlino)

Finita la partita regolamentare si è continuato a giocare per altri 15 minuti, in amicizia, richiamando dalla panchina tutti i giocatori che non avevano potuto misurasi con gli avversari nei due tempi validi per il punteggio. Una regola che da sola significa: “Nessuno deve rimanere escluso!”. Questo è stato forse il tempo più bello, con tante risate in campo e divertimento genuino di tutti.

L’incontro si è concluso con un gol segnato dall’Italia, due dalla Francia. Molto meglio dell’andata, che si era conclusa con Italia 2, Francia 5. Considerati gli sforzi che i giocatori (e i tecnici) devono sobbarcarsi per potersi radunare da tutta l’Italia a ogni allenamento, il risultato e il trend sono molto incoraggianti.

Quasi dimentico di raccontarvi come la Nazionale italiana di calcio abbia potuto generare emozioni così positive nel pubblico. Non è certo la squadra dei blasonati e multimilionari calciatori cooptati dai club di mezza Europa per servire “la Patria” calcistica.

I protagonisti di sabato sono invece la “Nazionale Calcio Amputati”, meravigliosa iniziativa nata dalla passione per il calcio di un ragazzo di Correggio, Francesco Messori, e poi fortemente sostenuta dal Centro Sportivo Italiano.

La partita giocata a Cremona tra Italia e Francia, il 5 ottobre 2013. Cronaca di Bruno Pizzul

Per maggiori informazioni sulla Nazionale Calcio Amputati:nazionalecalcioamputati.it

Daniele_PaganelliDaniele Paganelli, modenese, classe 1983, è laureato in Chimica e dottorato in Ingegneria dei Materiali. Lavora come ricercatore privato nel campo della strumentazione scientifica per lo studio delle proprietà dei materiali. I suoi interessi vertono principalmente su temi relativi alla scienza e all’informatica, ma cerca con la scrittura e il racconto di mantenere attivo il proprio emisfero cerebrale destro.

Author: admin

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2 Comments

  1. Sono Anna, la referente attività disabili CSI e l’organizzatrice di Cremona.

    Grazie di cuore. Francesca, la mamma di Francesco ha scoperto questo tuo bel commento, io lo farò girare perché dice bene cosa è stata questa bellissima partita di calcio…

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    • Grazie a te e al CSI per tutto il lavoro che state facendo per far crescere questa iniziativa!!!

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