Faccia a faccia con Salgado, il fotografo che porta in mostra la Genesi del pianeta Terra

testo di Salvatore Giannella

UN'IMMAGINE TRATTA DALL'INTERVISTA AL TEATRO NOVELLI DI RIMINI A SEBASTIAO SALGADO, NEL 2000, DURANTE LE GIORNATE INTERNAZIONALI DI STUDIO DEL CENTRO PIO MANZU'

Una foto dell’intervista al Teatro Novelli di Rimini a Sebastiao Salgado, nel 2000,
durante le Giornate Internazionali di Studio del Centro Pio Manzù.

Sud del Djanet, Algeria, 2009 (© Sebastião Salgado / Amazonas Images)

Sud del Djanet, Algeria, 2009
© Sebastião Salgado / Amazonas Images

A Milano da Forma Galleria. A Roma all’Ara Pacis. Ma anche a Londra, Rio de Janeiro e Toronto mostre contemporanee illuminano 250 immagini di “Genesi”, il patrimonio unico e prezioso del nostro mondo, in bianco e nero, ripreso dal celebre fotoreporter brasiliano Sebastiao Salgado. Dopo aver esordito nel 1973 con il primo di una lunghissima serie di reportage (dedicato alla siccità nel Sahel) e lasciato l’agenzia Magnum di Parigi (città dove risiede da anni), Salgado con la moglie Lèila Wanick ha creato Amazonas Images che nel corso degli anni gli ha consentito di progettare e realizzare lunghi racconti che sono diventati pietre miliari nella storia della fotografia.

Ho accolto molti lavori di Salgado negli anni in cui dirigevo il mensile Airone e ho incontrato Salgado in un faccia a faccia nel 2000 a Rimini, nel corso delle Giornate internazionali di studio del Pio Manzù intitolate “La bussola di Sindbad. Geografie umane del dialogo: onorare la saggezza, arricchirsi con le diversità”. Nel Teatro Novelli, come moderatore della serata, gli avevo posto alcune domande sul suo lavoro, su quali consigli avrebbe dato ai giovani che volevano seguire le sue tracce e che cosa avrebbe fatto, lui, se fosse diventato segretario generale dell’Onu. Qui i brani centrali delle sue risposte.

Brasile, 2009

Brasile, 2009 © Sebastião Salgado / Amazonas Images

Consigli agli aspiranti fotoreporter. “Studiare, leggere moltissimo, almeno due quotidiani al giorno, iscriversi a una scuola, studiare le scienze sociali, se vuole vivere sull’onda della storia, cercare di seguire quello che è significativo nella storia”.

Isole South Sandwich, 2009

Isole South Sandwich, 2009 © Sebastião Salgado / Amazonas Images

Sediamoci e cerchiamo insieme soluzioni. “Ho osservato molte cose della famiglia umana, per anni e in varie parti del pianeta. Credo di essere una delle rare persone che abbiano veramente visto, perché mi sono mosso, sono andato un po’ dappertutto e l’informazione che ho raccolto è stata un’informazione vissuta, concretizzata poi dall’obiettivo. Non è un’informazione letta e trasmessa. Ho guardato e visto mole cose e in tutta sincerità non posso offrire soluzioni, non so veramente quale sia la soluzione. Se dovessi fare qualcosa personalmente, proporrei di fermare tutto e di sedersi per parlare assieme e cercare di trovare assieme delle soluzioni.

Ho visto molti aiuti di emergenza che arrivavano, persone che soffrivano la fame e che ricevevano da mangiare e poi tutti se ne andavano. Avevano comprato l’eccedenza agricola da noi, pagato la nave e il camion, dato da mangiare e poi basta.

Kafue National Park, Zambia, 2010

Kafue National Park, Zambia, 2010 © Sebastião Salgado / Amazonas Images

Non si è mai pensato di organizzare un aiuto per lo sviluppo a lungo termine, questo aspetto è sempre stato trascurato. Tuttavia, la domanda che mi faccio oggi è questa: abbiamo la capacità di pensare a questo aspetto? La società è preparata a farlo? Non credo; ritengo che viviamo in una società mediatizzata. Pensiamo alle cose mediatiche, di impatto immediato, e mai a lungo termine.

Per trovare una soluzione e per riprendere quanto detto prima credo che occorra iniziare a discutere anche dei nostri problemi da subito; ad esempio, i problemi della rappresentatività in Italia, la questione dell’organizzazione di questa società.

Com’è possibile che una società come questa si comporti in questo modo? Vi faccio un esempio. Io abito in Francia. La Francia, trent’anni fa, quando sono arrivato, aveva un terzo del prodotto nazionale della Francia attuale. La Francia è quindi tre volte più ricca di quanto non lo fosse prima, ma la Francia ha tre milioni di disoccupati. Trenta anni fa la Francia non aveva disoccupati. I problemi quindi non mancano, anzi aumentano in modo incredibile.

Etiopia, 2007.

Etiopia, 2007 © Sebastião Salgado / Amazonas Images

Quante donne ci sono nei nostri paesi, Francia o Italia? Qual è la rappresentatività delle donne? Quante donne sono deputate e quante donne sono sindaco e quante rivestono incarichi politici? Prendiamo il numero di omosessuali di questo paese; quanti ce ne sono? Qual è la percentuale? Il 6% o l’8%? Qual è la rappresentatività degli omosessuali?

Viviamo in una società in cui occorre farsi queste domande.

Penso poi che per risolvere i problemi delle zone arretrate del pianeta dovremmo cominciare a risolvere i nostri problemi, nella nostra realtà. Credo che ne abbiamo il potere. Qualcuno dice di essere solo, isolato, ma non è vero. Chi non abita in una via, in un quartiere? Se ci si organizza politicamente nascerà un potere di quartiere, quindi una via d’uscita esiste. Si possono eleggere delle persone, esigere dalle persone elette; si può cominciare a lavorare in una società in cui si chiedono delle responsabilità ai dirigenti della società in cui si vive. A questo punto si chiederanno responsabilità a tutti i livelli della società”.

Penisola di Valdés, Argentina. 2004

Penisola di Valdés, Argentina, 2004 © Sebastião Salgado / Amazonas Images

Se fossi chiamato alle Nazioni Unite. “Se io fossi Segretario generale dell’ONU, proporrei di fermare tutto, di smettere di lavorare. Abbiamo accumulato talmente tante ricchezze nel mondo che per uno, due o tre anni potremmo smettere e riproporre tutte le domande necessarie. Occorre farlo, e parlare per favorire la redistribuzione di queste ricchezze. …I miei amici italiani di Emergency in dieci anni hanno speso dieci milioni di dollari per curare centomila persone. Si pensi che un aereo da combattimento, uno solo, costa all’incirca 80 milioni di dollari. E, sull’altro versante, abbiamo la spesa per curare centomila persone, in situazione di emergenza. Creare un ospedale costa un milione di dollari, con la manutenzione degli apparati medicali, i farmaci, per un intero anno. Tuttavia, con la spesa di un solo jet, quanti ospedali potremmo costruire? Ottanta ospedali e assicurare loro la manutenzione per un intero anno. Con la spesa di un solo jet da combattimento possiamo comprare diecimila trattori. Questa logica fa acqua.

Isola di Siberut, Sumatra, Indonesia, 2008

Isola di Siberut, Sumatra, Indonesia, 2008 © Sebastião Salgado / Amazonas Images

Oggi vediamo la nascita dei grandi conglomerati finanziari. In Francia, per esempio, si comprano società telefoniche un po’ in tutto il mondo per venti miliardi di dollari, per trenta miliardi. Accidenti, tutti questi soldi vent’anni fa non c’erano. Da dove sono usciti? Non c’erano né in Italia né in Francia. Questo denaro è il frutto del lavoro di tutto il pianeta e adesso si concentra in poche mani e la domanda del perché viene elusa. Vediamo certi raiders sui mercati finanziari che sferrano attacchi incredibili contro le valute dei Paesi ricchi. E’ il caso di Soros, solo per citare un esempio tra mille. Quando Soros viene in Francia è ricevuto da tutti i media francesi come se si trattasse dio una grande personalità. Ma eticamente quest’uomo merita rispetto? Discutiamone”.

Arizona, USA, 2010.

Arizona, USA, 2010 © Sebastião Salgado / Amazonas Images

Sebastiao Salgado con Salvatore Giannella, Giornate Internazionali di Studio del Centro Pio Manzù (2000).

Sebastiao Salgado con Salvatore Giannella,
Giornate Internazionali di Studio del Centro Pio Manzù (2000).

Ecco, il testo integrale dell’interessante intervento di Salgado a Rimini (insieme a tutti quelli degli illustri oratori chiamati per quel convegno dal Centro Pio Manzù diretto da Gerardo Filiberto Dasi) lo troverete nel volume che raccoglie gli atti de La bussola di Sindbad. A me piace chiudere questa pagina di ricordi con le parole pronunciate da un ospite di quella serata, grande divulgatore e primatista nell’editoria scolastica: il fiorentino Giulio Mezzetti. Rivolto a Salgado, Mezzetti disse: “Voglio ringraziare Salgado non solo per le immagini che ci ha fatto vedere, ma anche per il messaggio che ci trasmette con la sua attività. In una società così confusa e disorientata, Salgado ci trasmette un messaggio importante, ovvero: chi fa il proprio mestiere con un certo tipo di serietà e di morale esercita una morale laica che non ha bisogno di ideologie. Ognuno di noi dovrebbe applicare a ciò che ha visto il grande messaggio che ci ha dato Voltaire nella chiusura di Candido: ‘Ognuno deve coltivare il proprio giardino’, cioè ognuno di noi partecipa alla risoluzione dei problemi realizzando con coscienza l’attività che svolge: dato che non possiamo risolvere tutti i problemi del mondo, risolviamo quello che ci compete”.

salgadoNotizie utili. La mostra Genesi, prodotta dalla casa editrice Contrasto e da Zètema Progetto Cultura, è accompagnata dal catalogo pubblicato da Taschen (taschen.com/).

  • A Milano è nella Forma Galleria, piazza Tito Lucrezio caro 1, fino al 6 settembre 2013. Orario: da martedì a venerdì, h. 10-19; sabato dalle 12 alle 18. Ingresso gratuito. Tel: 02.89075420
  • A Roma è visibile presso il Museo dell’Ara Pacis, Lungotevere in Augusta (angolo via Tomacelli). Info e prenotazioni: tel. 06. 0608. Tutti i dettagli a questo link.

Gli atti del convegno su “La bussola di Sindbad” possono essere richiesti alla Segreteria Generale del Centro Pio Manzù, Via Budrio, 35 – 47826 Verucchio (Rimini). Tel. 0541 678139 – 670220, Fax. 0541 670172. Mail: [email protected]

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