Francesco M. Antonini, il geriatra che non credeva alla vecchiaia. E il decalogo che mi consegnò

di Salvatore Giannella

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Il professor Francesco M. Antonini a Firenze, 1976

Navigando in internet trovo un invito della Società italiana di Gerontologia e Geriatria a raccogliere ricordi e impressioni sul professor Francesco M. Antonini, scomparso nel 2008 a 87 anni. Sono parole che mi fanno affiorare alla mente un grande medico umanista, laico e liberale, incontrato a Firenze quando ero cronista de L’Europeo, nella seconda metà degli anni Settanta.

Antonini poteva vantare più di un primato: per esempio, fu lui nel lontano 1958 a ottenere la prima cattedra al mondo di Gerontologia e Geriatria. Fu sempre lui, teorico dell’importanza delle cure in tempo, a organizzare alla fine degli anni Sessanta a Careggi (Firenze), nell’ospedale di Ponte Nuovo, un’unità di cura intensiva coronarica, la prima a Firenze e una delle prime in Italia. Fu sempre lui, con la lungimiranza un po’ visionaria dei pionieri, ad aprire la strada lungo la quale molti, da subito, si sono incamminati con passione e determinazione: quella della vecchiaia come età del tempo libero e della creatività. Nel 1991 pubblicò da Marsilio, con il neurologo e geriatra Stefano Magnolfi (oggi direttore dell’Unità operativa di geriatria presso l’ospedale di Prato), “L’età dei capolavori. Creatività e vecchiaia nelle arti figurative”, ovvero una serie di esempi di artisti dalla grande vecchiaia creativa.

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Nonno Antonini con i nipoti (1998)

C’è un segreto, gli chiesi in quell’occasione, per una vecchiaia attiva, produttiva, positiva? Per un’età nuova in cui una persona possa dare il meglio di se stessa negli anni della maturità? Ecco il “decalogo” che mi suggerì.

  1. Scegliti, per nascere, una famiglia di longevi, che ti insegnino come vivere una vecchiaia serena;
  2. fin dall’infanzia interessa ed educa la tua mente a dei valori, alla conoscenza, alla curiosità, a mettere in dubbio ciò che ti viene dato per sicuro;
  3. dedicati, nei limiti in cui ti è possibile, a un lavoro creativo, l’invecchiamento è diverso a seconda del lavoro che si compie (e del piacere che si ha facendolo);
  4. spostati progressivamente, mano a mano che invecchi, da azioni fisiche ad azioni intellettuali;
  5. continua comunque sempre l’azione che hai scelto di compiere: la rinuncia all’azione è causa di stress, di depressione e di invecchiamento;
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Francesco M. Antonini poco prima della sua scomparsa, avvenuta a Firenze nel 2008, a 87 anni.

  1. mantieni sempre attivi tutti i tuoi interessi;
  2. è importante che tu cominci piano, e che tu cresca sempre, progressivamente: l’invecchiamento può essere uno sviluppo e non soltanto un declino;
  3. pratica l’esercizio fisico soltanto se ti stimola anche la mente. Se no, non serve: e questo vale per tutte le risposte a stimoli fisici (cibo, sesso, piaceri);
  4. cerca di compensare quello che declina o che tu perdi col tempo: una donna bella può diventare interessante, un uomo forte può diventare paziente. Cerca di avere un “tuo” valore, via via che ne perdi altri;
  5. l’ultima battuta di una commedia di Pirandello dice: “Crearsi, per ritrovarsi”. La tua vecchiaia è il frutto della tua azione creativa. Prima di morire, cerca almeno di essere nato.

Author: admin

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2 Comments

  1. per una vecchiaia serena? direi per una vita serena!

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    • Mi fa piacere che Giannella Channel trovi amicizie anche nelle lontanissime Hawaii (s.g.)

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