Il cartellone pubblicitario? Io lo dipingo a mano

di Fabrizia Memo, Tafter

Un interessante esperimento avviato a Città del Messico che coniuga arte e pubblicità, coinvolgendo internet e la rete: un cartellone pubblicitario diventa la tela bianca dell’artista Cecilia

L’idea che l’arte possa salvare il panorama delle nostre città dal degrado che le deturpa e ne rovina l’orizzonte e gli scorci appare sempre più realizzabile. Tra le strutture fastidiose che maggiormente disturbano la nostra vista, quando alziamo gli occhi all’insù tra le strade cittadine, ci sono senza dubbio i cartelloni pubblicitari: talvolta abusivi, altre volte invece, sebbene autorizzati, presentano delle dimensioni talmente ampie da essere fuori luogo. Che piacciano o meno, ormai sono comunque entrati a far parte dell’architettura delle nostre metropoli, suscitando spesso critiche per la loro eccessiva diffusione.

Eppure una soluzione per conciliare gli introiti dei grandi marchi e la tutela del paesaggio urbano è stata già trovata e l’esperimento sembra aver riscosso un notevole successo.

Città del Messico: la pittrice Cecilia al lavoro su un cartellone pubblicitario.

Città del Messico: la pittrice Cecilia al lavoro su un cartellone pubblicitario.

È accaduto a Città del Messico, dove due agenzie pubblicitarie, La Agencia Viva! e La Doblevida, insieme al Brand Scribe, hanno reclutato un’artista per la realizzazione delle loro campagna di comunicazione. Cecilia, la pittrice selezionata, non si è limitata a creare il logo da riprodurre in serie in diversi cartelloni, ma ha deciso di trasferirsi e vivere per una decina di giorni dietro le quinte dell’enorme tela bianca, all’ultimo piano di un palazzo.

Lo scopo era essere il più possibile vicina al suo lavoro, ripercorrendo le orme dei grandi pittori del passato che passavano mesi sui ponteggi, dipingendo i più piccoli dettagli dei loro affreschi. E per trovare l’ispirazione Cecilia non si è lasciata influenzare né da se stessa né tantomeno dai committenti che l’hanno reclutata: ha divulgato attraverso il canale Twitter la sua idea e attraverso il canale social ha chiesto agli utenti di consigliarle cosa dipingere sopra l’immenso cartellone bianco. Ha iniziato così partendo dall’angolo all’estrema sinistra con i primi suggerimenti che le sono arrivati ed è andata avanti ininterrottamente, sino a coprire l’ultimo puntino bianco del pannello.

Non senza imprevisti e piacevoli sorprese, il lavoro di Cecilia ha avuto grande risonanza, non solo sul web, ma anche all’interno delle strade cittadine: passanti e curiosi hanno seguito il suo lavoro, giornalisti da tutto il mondo sono stati incuriositi da questo evento insolito, musicisti si sono esibiti pubblicamente accanto all’artista, altri pittori si sono uniti a Cecilia, per aiutarla nella sua opera.

Il risultato, grazie ai diversi stimoli creativi del pubblico e degli utenti del web, ha ottenuto il successo sperato: l’impatto comunicativo è andato ben oltre quello di un semplice cartellone anonimo e in serie.

Author: admin

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