Benvenuti in sette città del futuro

Una mappa delle smart city in fase di realizzazione nel mondo (quattro in Europa: Friburgo in Germania, Aarhus in Danimarca, Amsterdam, Paredes in Portogallo). È la città ideale i cui i vari elementi sono connessi tra loro e con i suoi cittadini, nel rispetto dell’ambiente. È la strada verso il futuro

Città e territori intelligenti. Comunicazioni tra edificio ed edificio, tra macchina e macchina, con gli uomini, tra gli uomini. Ecosistemi interdipendenti interconnessi. Un network di persone e cose che hanno un linguaggio comune. Una città si definisce “smart”, intelligente, quando gli investimenti nel capitale umano, sociale, nell’innovazione tecnologica e nelle infrastrutture di comunicazione alimentano lo sviluppo sostenibile e la qualità della vita, con una saggia gestione delle risorse e la partecipazione di tutti. Secondo l’Alexandra Institute il 62 per cento dei progetti di smart city nel mondo sono focalizzati su trasporti, edifici e connettività. Questi sono gli esempi più brillanti di città del futuro.

  1. Masdar, Emirati Arabi Uniti

    Masdar Plaza

    Masdar Plaza

    Le automobili? Si muovono con magneti. L’energia? Dal sole e dal vento. I rifiuti? Riciclati al 100 per cento. È già stata inaugurata (novembre 2010) la prima cellula della futura città totalmente ecologica. Vicino ad Abu Dhabi. È il prototipo di smart city, il primo esempio a cui tutti guardano pensando alla città intelligente del (prossimo) futuro. Organizzata in stradine in modo da garantire ombra. è interamente costruita con accorgimenti che terranno lontano il calore e con strutture che siano un esempio di ecoarchitetture. Ogni luogo sarà raggiungibile nell’arco di un minuto e i mezzi non produrranno emissioni di CO2. Impianti solari, termali, ad altra concentrazione o eolici garantiranno l’energia. La città sarà autosufficiente in tutto e per tutto, integrando energia eolica, solare, le risorse derivate dalle piantagioni e dalle fattorie. L’intera città si alimenterà energeticamente grazie a impianti fotovoltaici, di recente è stata inaugurata la centrale solare a concentrazione più grande del mondo. L’acqua verrà dal mare e sarà trattata da un impianto di dissalazione a energia solare. Inoltre grazie al sistema di riciclaggio, l’impatto dei rifiuti nell’ambiente sarà nullo.

  2. Yokohama, Giappone

    yokohama

    Nasce nel 2010 il progetto nazionale Japan Smart City e ha preso realmente vita con l’ufficializzazione di quattro cantieri principali a Yokohama, Toyota City, Keihanna Science City e nella Città di Kitakyushu. Un programma di interventi governativo che per esteso ha il nome di “Next-Generation Energy and Social Systems Verification Experiment”. Quattro le colonne portanti dell’iniziativa: mercato, innovazione, persone e ambiente. Sono in fase di realizzazione piani per rivoluzionare la mobilità cittadina, smart grid efficienti in grado di ottimizzare i consumi e ridurre i costi energetici, la realizzazione di edifici a massima efficienza energetica, la gestione intelligente dei consumi energetici in casa a partire dall’uso di fonti rinnovabili. Per quanto riguarda solo le smart grid, alcune tra le più grandi aziende nipponiche nel campo dell’energia investiranno 1,3 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni, gran parte dei quali nel progetto Yokohama Smart City. Yokohama ospiterà anche la Smart City Week, a ottobre 2013: una grande esibizione dedicata alle città intelligenti di tutto il mondo, in cui sono attesi non meno di 30 mila visitatori.

  3. Friburgo, Germania

    friburgo

    A Friburgo, una città di 200.000 abitanti nel sud della Germania, ai confini con la Francia, c’è il Solarsiedlung, il “quartiere solare” (ne ho parlato ampiamente nel mio libro “Voglia di cambiare”, diario di viaggio nell’Europa virtuosa, Chiarelettere: ndr) Una cinquantina di abitazioni, tutte costruite in base agli standard più elevati di efficienza energetica. Il riscaldamento è assicurato da una centrale termica a biomassa (legname) poco lontana. Molti edifici sono Plusenergiehaus, un edificio che è come una piccola centrale: produce più energia di quanta ne venga consumata. Il segreto sta tutto nell’isolamento, nella parete di vetro esposta a sud e nell’impianto fotovoltaico installato sul tetto, che genera 9.000 chilowattora di energia all’anno, 2.000 in più del necessario. Il quartiere solare è anche un investimento finanziario, grazie a quattro fondi immobiliari. L’ultimo, il Sonnenschiff I prevede una sottoscrizione minima di 5.000 euro, ha un patrimonio di 5,65 milioni di euro e promette un rendimento del 5,5 per cento all’anno, assicurato dall’affitto di abitazioni, uffici e negozi. “Siamo stati i primi in Europa a creare un complesso abitativo di queste dimensioni con standard di efficienza così elevati”, ha dichiarato l’architetto Rolf Disch che, nel 1998, assieme ai Ritter, industriali del cioccolato, ha fondato la Solarsiedlung GmbH. È anche per merito di gente come Disch e i Ritter che Friburgo si conferma ai primi posti nel mondo nell’uso dell’energia pulita e nella mobilità sostenibile. (Pensare che Disch aveva progettato un albergo tutto a energia sostenibile che avrebbe visto volentieri fiorire sulla Riviera adriatica, capitale del turismo europeo. Un desiderio caduto nel vuoto…)

  4. Songdo, Corea del Sud

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    Songdo Central Park

    A nord di Seul hanno bonificato un’isola e sta nascendo una città satellite con criteri ecosostenibili. Si chiama Songdo International Business District. Il 40 per cento della sua superficie (6,1 kmq) è dedicato agli spazi verdi, come il parco modellato su Central Park di New York, e a distensioni e canali d’acqua che ricordano le vie veneziane e hanno la funzione di gestire l’acqua piovana e regolare le temperature estive. L’attenzione alla mobilità, alla gestione dei rifiuti, la costruzione di palazzi e quartieri con criteri ecosostenibili si basano sulle direttive LEED (Leadership in Energy and Environmental Design): la inaugurano nel 2015.

  5. Aarhus, Danimarca

    Aarhus Lighthouse

    Aarhus Lighthouse

    L’interdisciplinarietà del concetto di smart city proposta da Aarhus è il motivo della sua unicità: la città danese ha scelto di concentrarsi sulla realizzazione di un modello tecnologico coniugato a un modello di business e di rispetto per l’ambiente. Per realizzare questo mix di interventi, Aarhus punta sull’attiva partecipazione delle imprese energetiche presenti sul territorio (la Danimarca è prima al mondo per le tecnologie sull’eolico), di università e di istituti di ricerca. Primo esempio di questa collaborazione è rappresentato dalla cittadella tecnologica di Katrinebjerg, nella parte nordoccidentale della città e concepita non come una campus scientifico isolato dal contesto urbano bensì come una parte integrante della fabbrica urbana, un distretto in costante evoluzione con l’obiettivo di diventare un “world-class environment” per le imprese tecnologiche. Le complesse iniziative messe in campo dall’amministrazione locale per rendere smart la città danese rispondono alla volontà di rendere Aarhus un “digital playground”, capace di rispondere attraverso la collaborazione tra imprese del settore e istituzioni l’obiettivo di migliorare concretamente la vita quotidiana dei cittadini.

  6. Amsterdam, Olanda

    amsterdam

    Mobilità, efficienza energetica degli edifici e risparmio: è in questi settori che si concentra l’azione del comune di Amsterdam per rendere la capitale olandese “smart”, riducendo del 40 per cento la produzione di CO2 entro il 2025 e rilanciando l’economia. Si sta completando la messa in funzione di oltre 300 punti di ricarica per auto elettriche, verranno installate reti intelligenti di contatori, sia nelle case dei privati che in aziende o istituzioni o pubbliche, come riduttori o rilevatori di consumi, e, come mossa non solo simbolica, hanno inserito un sistema a fuel cell a idrogeno in un edificio del diciassettesimo secolo. Stanno nascendo stazioni energetiche “green” per le imbarcazioni sui canali e nelle scuole sono attive iniziative di educazione ecologica. Infine, vedrà a breve la luce la Klimaatstraat, la “via del Clima”, un progetto integrato che ha coinvolto commercianti, cittadini, multiutility della distribuzione dell’energia e piccole imprese per rendere più sostenibile da un punto di vista energetico gli spazi pubblici delle vie commerciali del centro. Un ottimo mix di tecnologie e diffusione di cultura e qualità della vita.

  7. Paredes, Portogallo

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    È in costruzione una città pensata per essere completamente gestita da un sistema operativo urbano. Grazie a un investimento di oltre 14 miliardi di dollari in partnership con grandi aziende dell’informatica, gli edifici saranno dotati di un milione di sensori hi-tech, dispositivi che monitorano parametri come traffico o consumi di acqua e energia. I sensori riescono, inoltre, a permettere interventi rapidi in caso di incidenti, come segnalare un incendio alle autorità e dire agli inquilini le vie di fuga più vicine.

fonte: lifegate.it

Author: admin

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