La slovena Maribor eletta capitale dei giovani 2013

di Costanza Caffo per Tafter

Eletta Capitale Europea dei Giovani 2013, Maribor ha elaborato il suo programma con un innovativo approccio in cui i giovani non sono solo destinatari, ma vengono coinvolti in tutte le fasi di pianificazione e organizzazione delle politiche e delle attività, diventando co-creatori di una città amica dei giovani

Maribor2013Già Capitale Europea della Cultura nel 2012, quest’anno Maribor, 112 mila abitanti, guarda al futuro. Dopo aver scalzato le altre concorrenti in gara – l’inglese Derry, l’olandese Goes e la svedese Karlstad- la città slovena, gemellata dal 1985 con Udine, è stata proclamata Capitale Europea dei Giovani 2013 dal Forum Europeo dei Giovani nel 2010.

Tale titolo viene assegnato ogni anno a una città europea che si impegni concretamente a migliorare nel lungo termine la qualità di vita dei giovani che vi abitano. Il titolo mira a favorire lo sviluppo di idee e progetti innovativi che vedano una partecipazione attiva dei giovani allo sviluppo della società, a creare maggiori opportunità per il loro futuro e a promuovere la cooperazione sulle politiche giovanili a livello locale ed europeo. La città designata si impegna così a sviluppare il brand di youth-friendly city, incoraggiando i giovani a credere nelle proprie capacità e a esprimere il proprio potenziale.

Proprio il coinvolgimento attivo dei giovani nell’elaborazione e implementazione del suo programma è valso a Maribor il titolo di Capitale 2013. La proposta slovena si è contraddistinta, infatti, per un innovativo approccio bottom-up, in cui i ragazzi non sono solo i destinatari del programma, ma vengono coinvolti in tutte le fasi di pianificazione e organizzazione delle politiche e delle attività, con particolare attenzione ai giovani con meno opportunità.

Tale approccio ha segnato uno stacco non solo tra Maribor e le concorrenti per il titolo 2013, ma anche rispetto alle Capitali elette negli anni precedenti. Rotterdam ha inaugurato il titolo nel 2009 con un programma teso a esaltare il talento giovanile. Anversa (2011) ha voluto valorizzare le nuove generazioni offrendo loro spazio, mentale e fisico. Braga 2012 ha sfruttato il titolo per rilanciare l’immagine della città e mobilitare risorse a loro favore. Nel nostro paese, Torino è stata premiata nel 2010 per le politiche e l’attivismo giovanili.

Il focus di quest’anno, invece, è CO-CREATE, creare insieme. La strategia è stata stabilita nel 2008 dall’Ufficio Comunale per la Gioventù e la Cultura, che ha previsto da subito la partecipazione attiva e informata dei giovani alla programmazione, offrendo il co-finanziamento di progetti, organizzazioni e infrastrutture.

Il programma maturato è intenso e diversificato. Prevede incontri, eventi, spettacoli e seminari sui temi sociali più sentiti dalle nuove generazioni: l’occupazione, la casa, il volontariato, l’intrattenimento, l’integrazione interculturale, l’ecologia, l’educazione, lo sport, la cooperazione intergenerazionale, la creatività culturale e, infine, l’intensificazione del dialogo strutturato. Si rivolge principalmente ai ragazzi tra i 15 e i 29 anni, ma è aperto al confronto con altri target.

La posizione di Maribor, in Slovenia

La posizione di Maribor, in Slovenia

Avviato a gennaio con una grande cerimonia di apertura, il programma mira a creare opportunità concrete sia per i giovani che ne usufruiscono come destinatari sia per quelli che, come volontari, contribuiscono attivamente a co-creare Maribor 2013 e farne un progetto di qualità. Prendendo parte ai processi propositivi, decisionali e organizzativi del programma, questi giovani possono rivestire un ruolo attivo nella crescita della loro comunità e indirizzarne le decisioni in modo da rendere la città più youth-friendly.
La forza dell’approccio promosso da Maribor 2013 risiede nell’offrire un nuovo modello di gestione delle politiche giovanili in cui i giovani non sono solo destinatari, ma diventano co-creatori. È significativo che sia stato lanciato proprio nel 2013, Anno Europeo dei Cittadini. Il modello bottom-up, applicato localmente da Maribor, è esportabile in molte altre realtà europee.

Si dice spesso che i giovani sono il nostro futuro, ma non sono molte le amministrazioni pronte a condividere parte del processo decisionale con loro. Restiamo in attesa degli effetti che l’approccio di Maribor 2013 avrà nel lungo termine sull’afflusso turistico e sull’immagine internazionale della città, ma soprattutto sulla qualità di vita dei suoi ragazzi. Il principio è chiaro e lungimirante: coinvolgere nelle azioni e nelle decisioni di oggi i leader di domani.

Author: admin

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1 Comment

  1. Ho la piacevole consuetudine di sfogliare con frequenza il Dizionario dei cognomi italiani, di Emidio De Felice (Mondadori, 1978), e lì ho scoperto che proprio dalla città slovena di Maribor è originaria la famiglia italiana di religione ebraica Morpurgo, espulsa dalla città nel XVI secolo e rifugiatasi a Gradisca d’Isonzo (in provincia di Gorizia, Friuli-Venezia Giulia) e a Gorizia. Anche a Trieste approdarono molti Morpurgo che si distinsero per le capacità imprenditoriali e diplomatiche, mentre la loro munificenza è testimoniata da lasciti e donazioni: il Civico Museo Morpurgo rimane una tangibile e prestigiosa dimostrazione di questa generosità.

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