Contratti derivati: condannate le superbanche, cronaca di una truffa annunciata al Comune di Milano

di Salvatore Giannella

Il palazzo di Giustizia di Milano, sede del tribunale

Il palazzo di Giustizia di Milano, sede del tribunale

La notizia di una sentenza storica del Tribunale di Milano contro quattro superbanche mi riporta alla mente una facile previsione pubblicata sul mio libro “Voglia di cambiare” (Chiarelettere, 2008). Veniamo ai particolari: quattro banche estere – le tedesche Deutsche Bank e Depfa Bank, la svizzera Ubs e l’americana Jp Morgan – sono state condannate mercoledì 19 dicembre dal giudice Oscar Magi per truffa aggravata per oltre 100 milioni di euro ai danni del Comune di Milano, in relazione a operazioni su contratti derivati fatte con le giunte di centrodestra guidate da Letizia Moratti e Gabriele Albertini. La confisca ammonta complessivamente a 87 milioni di euro; per ogni banca c’è anche una sanzione da un milione di euro. Il giudice della IV Sezione Penale di Milano ha accolto in pieno l’impianto accusatorio del procuratore aggiunto, riconoscendo la responsabilità dei quattro istituti di credito che erano imputati in base alla legge 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti. Il giudice ha anche condannato nove persone fisiche, tra manager ed ex degli istituti di credito, a pene comprese tra i sei mesi e gli otto mesi e 15 giorni. Tutte le condanne sono con sospensione della pena, con il riconoscimento delle attenuanti generiche e comportano l’incapacità di contrattare per un anno con la pubblica amministrazione.

Voglia di cambiareE passiamo a quanto scrivevo, a pagina 125, su “Voglia di cambiare”, al ritorno a Milano dopo un viaggio istruttivo nel nostro continente:

Ho viaggiato per mezza Europa con tante domande in valigia. Nel mio resoconto ho voluto privilegiare un argomento-chiave per ogni nazione, per poter permettere un approfondimento dei problemi affrontati e delle soluzioni adottate. Ma al mio ritorno a Milano dal mio taccuino spuntano tante note. Per esempio ho annotato che il governo inglese vieta alle amministrazioni pubbliche di negoziare in prodotti derivati con le banche (“si occupino di rattoppare le buche dell’asfalto e di garantire i servizi essenziali ai cittadini”), esercizio in cui si stanno cimentando invece molte municipalità italiane con l’intenzione di risollevare le casse comunali e che si stanno rivelando micidiali bombe finanziarie: per la sola Milano (fonte Il Mondo) duecento milioni nel 2008 con quattro banche…

Ma gli amministratori, purtroppo, non leggono libri che potrebbero aiutarli a schivare bombe finanziarie nella loro attività quotidiana.

Author: admin

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